Conosci i semi della salute?

Forse non tutti sanno che esistono alcuni semi dalle proprietà e caratteristiche eccezionali che andrebbero inseriti quotidianamente nella nostra dieta.’ E’ possibile consumarli in tantissimi modi: all’’interno di insalate, con pasta, nello yogurt o anche da soli come snack di metà mattina o pomeriggio. Sono degli ottimi integratori naturali adatti a tutti ma, data la grande ricchezza nutritiva, sono particolarmente consigliati a chi segue un’’alimentazione vegetariana.

 Avete bisogno di fare scorta di fibre e proteine? Ecco a voi 4 tipologie di semi commestibili che non possono mancare nella vostra dispensa:

 

Semi di sesamo

I semi di sesamo sono tra i più saporiti e ricchi di proprietà. Nutrienti, facilmente digeribili, forniscono tante sostanze utili al nostro corpo: ferro, fosforo, magnesio, silicio, acidi grassi essenziali, lecitina ma soprattutto calcio. Proprio per questo dovrebbero essere inseriti nell’’alimentazione di tutte le persone a rischio osteoporosi e nelle donne in gravidanza. Questi piccoli semini sono ottimi anche in caso di convalescenza dato che rafforzano il sistema immunitario e contribuiscono ad una giusta stimolazione del sistema nervoso. I semi di sesamo si possono utilizzare crudi o leggermente tostati. Se invece avete bisogno di un po’ di dolcezza non c’è nulla di meglio che sgranocchiare i sesamini.

 

Semi di lino

A proposito di questi semi Gandhi disse: Ovunque i semi di lino divengano un cibo comune tra la gente, lì ci sarà una salute migliore”. E’ facile intuire quindi quanto preziosi siano questi piccoli semi a livello nutrizionale, forniscono infatti Omega 3 e sostanze anticancerogene. Sono particolarmente consigliati a chi soffre di colite o intestino pigro grazie alle mucillagini e le fibre che contengono, utilissime per ripristinare le normali funzioni intestinali. E’ preferibile assumerli tritati per far sì che l’organismo li assorba meglio, hanno infatti un rivestimento duro altrimenti di difficile assimilazione da parte del sistema digerente. Per problemi intestinali è possibile prendere un cucchiaino di semi di lino al giorno a stomaco vuoto. E’ importante però bere moltissima acqua dato che questi semi assorbono liquidi fino a 6 volte il loro peso. Oppure, si possono lasciare a riposare in acqua fredda prima di assumerli. I vegani possono utilizzare i semi di lino per le loro preparazioni culinarie al posto di un uovo, basta triturarli e unirli a un po’ d’acqua.

 

Semi di girasole

Questi semi, ottimi da sgranocchiare, sono particolarmente ricchi di vitamine del gruppo B ma anche di vitamina A, D, E e PP, oltre che di acidi grassi essenziali, minerali (ferro, magnesio, potassio, calcio) e oligoelementi. Contengono inoltre proteine e carboidrati, sono quindi perfetti per fornire energia e contrastare la stanchezza. Da questi semi si estrae un olio (quello spremuto a freddo!) ottimo per essere consumato a crudo, un prezioso alleato per evitare l’’insorgere di problemi a livello cardiovascolare. Da evitare invece il suo utilizzo in cucina, dato che ad alte temperature sprigiona i tanto temuti radicali liberi.

 

Semi di zucca

più proteine e di un uguale quantitativo di vitamine e oligoelementi, nello specifico sono ricchi di Vitamina E, magnesio, sodio, zinco, selenio e acido linoelico. Il consumo di questi semi è particolarmente consigliato agli uomini dato che aiuta a tenere in buone condizioni il tono muscolare della vescica e a prevenire i fastidiosi disturbi alla prostata. Inoltre i semi di zucca contribuiscono a ridurre il fenomeno tipicamente maschile della caduta dei capelli. Già nell’’antichità erano poi usati come rimedio contro i vermi dato che contengono cucurbitina, una sostanza che aiuta a staccare i parassiti dalle pareti dell’’intestino.

 

Potete acquistare questi prodotti a prezzi incredibili cliccando sul nostro sito www.erboristeriavarvara.it

L’alga Spirulina: l’alimento del futuro!

Spirulina è il nome botanico di un’alga blu-verde lunga appena mezzo millimetro. La parola latina Spirulina significa “piccola spirale” e fa riferimento alla sua struttura appunto a spirale. La Spirulina è una delle più antiche forme di vita. Essa ha iniziato a crescere sulla terra circa tre miliardi di anni fa. Nel 1964, il botanico belga Jean Léonard riscopre questa piccola alga. Estese ricerche scientifiche hanno dimostrato quello che gli Aztechi conoscevano già: la Spirulina si rivela una delle fonti più ricche di vitamine e di minerali che la natura ci regala, non sorprende dunque che le Nazioni Unite abbiano proclamato nel 1974, in occasione della Conferenza Mondiale sull’Alimentazione, la Spirulina quale “migliore fonte alternativa alimentare del futuro”. Al giorno d’oggi la Spirulina è conosciuta in tutto il mondo come una delle più ricche fonti alimentari della natura. Milioni di persone usano la Spirulina quotidianamente per incrementare la loro energia e per migliorare il loro benessere.

Alga Spirulina Marcus Rohrer coltivata nelle isole Hawaii, abbondante di elementi essenziali per il nostro organismo.

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Naturalmente ricca in: Betacarotene; Vit complesso B (B1, B6, B3, B5, B6, B8, B9, B12); Vit D, Vit E, Vit K; minerali quali Calcio, Magnesio, Ferro, Potassio, Zinco, Rame, Manganese, Cromo, Germanio, Selenio; aminoacidi; Clorofilla; acidi grassi essenziali (GLA); enzimi (SODH); proteine; sali minerali; oligoelementi.

L’alga Spirulina é da secoli ampiamente utilizzata per le sue caratteristiche. Utile negli stati di affaticamento e durante la convalescenza. Grazie alla ricchezza di proteine, vitamine, aminoacidi é un ottimo alimento per gli sportivi e completo integratore della dieta dimagrante.

Spirulina è particolarmente efficace in combinazione con una dieta naturale e offre molti vantaggi, fra cui:

Favorisce la salute del sistema cardiovascolare, degli occhi e del cervello
Rafforza il sistema immunitario
Aiuta ad incrementare il livello di energia
Favorisce la salute della pelle
Combatte la maculopatia degenerativa degli occhi correlata all’età
Favorisce la salute delle ossa
Energia verde (comprende la Ecodieta)
Controllo naturale del peso, aumenta l’ossidazione dei grassi
Fonte di proteine vegetali e di vitamina B-12 per i vegetariani
Riduce il colesterolo e PMS
Ideale per i programmi di digiuno e di depurazione dell’organismo
Energia e resistenza per atleti e body builder
Ideale per i bambini e gli animali domestici

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Principali benefici di Spirulina Marcus Rohrer

Ricca di vitamine, minerali, oligoelementi, clorofilla ed enzimi
Maggior quantità di sostanze nutritive per grammo di qualsiasi altro prodotto al mondo
Eccellente fonte di vitamina A, K, B12 e di ferro, manganese e cromo
100% naturale e idonea per vegetariani
Contiene tutti gli aminoacidi essenziali
La miglior fonte integrale di acido gamma linolenico (GLA)
Contiene più carotenoidi di qualsiasi altro cibo integrale
È utile per la salute del sistema cardiovascolare, degli occhi e del cervello
È dotata di proprietà antivirali e aiuta a prevenire il cancro
Potenzia l’energia e il sistema immunitario
Aumenta l’ossidazione dei grassi
È un eccellente costituente del tessuto muscolare
Non contiene né coloranti né aromatizzanti
È priva di conservanti
Si può assumere quotidianamente
Si digerisce e si assorbe facilmente
Si può usare insieme ad altri preparati senza nessun rischio
Adatta a tutte le età
Indicata anche per diabetici nel quadro di una dieta ben bilanciata

Perché Spirulina® Marcus Rohrer contiene la spirulina di miglior qualità?

Spirulina® Marcus Rohrer è spirulina pura al 100% della miglior qualità con oltre 100 sostanze nutritive e l’intera gamma dei minerali. È coltivata in una acquicoltura al sole delle Hawaii. La sua qualità è severamente controllata dall’origine al confezionamento finale. Controlli quotidiani durante la coltivazione, un’attenta lavorazione con tecniche all’avanguardia e controlli della qualità in conformità a severi standard internazionali assicurano eccezionale qualità e purezza. Marcus Rohrer può apporre la sua garanzia di qualità solo alla Spirulina® Marcus Rohrer originale, confezionata in vetro VioSol®. Evidenze scientifiche attestano che Spirulina® Marcus Rohrer ,coltivata alle Hawaii, vanta i più alti livelli nutritivi, una purezza ed una concentrazione che non hanno uguali e che ne fanno, in assoluto, la miglior spirulina al mondo.

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RICETTA PER TRE FACILI FRULLATI CHE STIMOLANO IL METABOLISMO

Buoni e facili da realizzare, ti aiutano anche a bruciare più calorie.
Ovviamente vi consigliamo di affiancare questi gustosi frullati alla nuova linea metabolica erba vita.
GLICEM STOP
TENSIO STOP
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i migliori integratori alimentari per combattere glicemia, pressione alta e colesterolo!!

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I frullati sono preparati con frutta, spezie e succhi di frutta senza zuccheri aggiunti. Bevili a colazione e come aperitivo a pranzo e a cena, durante il fine settimana. Dopo due giorni avrai perso un chilo e se ripeti il trattamento per quattro week end arriverai a dimagrire 3-4 chili in un solo mese.

Frullato sciogli grassi per la colazione

Frullato alle prugne
81 kcal a porzione
– Ingredienti per una persona: 4 prugne secche senza nocciolo, 1 kiwi sbucciato, un bicchiere di succo di mela del tipo trasparente, una presa di cannella in polvere.
– Preparazione: frulla gli ingredienti per due minuti e bevi subito.
Ti fa bene perché: le prugne e il kiwi stimolano l’intestino e favoriscono l’eliminazione di scorie che rendono più difficile il dimagrimento; la cannella è una spezia sciogli grassi.

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Prima di pranzo, il frullato che mantiene stabile l’indice glicemico

Frullato allo zenzero
129 kcal a porzione
– Ingredienti per una persona: 150 g di yogurt magro, 2 cm di radice fresca di zenzero, un bicchiere di succo di mela del tipo trasparente senza zucchero aggiunto.
– Preparazione: frulla gli ingredienti per un minuto e bevi subito.
Ti fa bene perché: lo yogurt magro fornisce calcio che , oltre a far bene alle ossa, contribuisce all’eliminazione del grasso in eccesso dall’organismo. Lo zenzero, inoltre, stimola la diuresi e depura. Questo frullato ha anche un’azione anti fame nervosa.

E prima di cena… il frullato che ti fa bruciare più calorie

Frullato al peperoncino
112 kcal a porzione
– Ingredienti per una persona: 2 cucchiai di ricotta, 1 fetta di mango; una presa di peperoncino in polvere, un bicchiere di succo di ananas senza zucchero aggiunto.
– Preparazione: frulla gli ingredienti per un minuto e bevi subito.
Ti fa bene perché: il peperoncino ti aiuta a bruciare più calorie e, se assunto nel pasto serale, fa sì che l’organismo accumuli meno adipe durante il sonno. Il succo d’ananas ha un’azione diuretica.

ERBORISTERIA VARVARA

Linfa di Betulla: storia e proprietà dell’elisir di buona salute.

Quest’anno, la linfa di betulla è in ritardo. Questo inverosimile inverno, che si è prolungato oltre misura, dove al neve è succeduta alla pioggia, dove il sole non era velato ma decisamento coperto da nuvole minacciose che ha agito in modo violento su alcune regioni (il nord della Francia ha conosciuto appena 11 ore di sole dal 1 gennaio al 31 marzo) ha bloccato la risalita della linfa che normalmnte è programmata da Madre Natura per metà febbraio. Notare che a nessuno importa, della risalita dell linfa delle betulle, o quasi.

La maggior parte dei nostri contemporanei hanno totalmente dimenticato che, circa cinquanta anni fà, ma la maggior parte delle popolazioni europee, dalla Scozia, fino alla Russia, passando per la Norvegia, la Slovenia, l’Ungheria, aspettavano con intrepida attesa questa montata della linfa verso la fine dell’inverno. Più che una tradizione era, era una febbre che invadeva collettivamente tutta l’Europa. Armati di coltello (per intagliare i trochi), dei secchi, e dei tubi, centinaia di miliaia di persone andavano all’assalto delle foreste per raccogliere la preziosa linfa.

La linfa era in effetti simbolo di rinnovamento e percepita come mezzo per fortifocare il proprio organismo contro l’impatto degli anni:

I danni dell’inverno, ai quali non pensiamo.

In inverno, il freddo ci spinge e diminuire la nostra attività fisica e a mangiare cibi più ricchi che sono anche più carichi di inquinanti chimici in quanto queste restano stoccate nei grassi animali. L’alimentazione è più zuccherina, più povera di vitamine e antiossidanti.

Per giunta, la nostra pelle è rimasta priva dei raggi ultravioletti del sole che dovrebbero attraversare l’epidermide e il derma e produrre la vitamina D indispensabile per il morale, per la solidità delle ossa e il sistema immunitario, tra le altre cose.

Quindi nulla di più naturale che vedere finire l’inverno aumentare i dolori articolari,  i calcoli renali, migliorare la digestione, aumentare la pressione sanguigna, e perfino avere crisi di gotta. E’ dunque il momento di agire!

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Purificare l’organismo

Nella visione dei naturopati, il corpo è provvisto di emuntori che giocano un ruolo di filtro epuratore: fegato, intestino, reni, polmini, pelle. Ma in inverno, l’alimentazione snaturata, inadatta o eccessiva, la sedentarietà, l’assenza di sudorazione e attualmente, l’inquinamento e lo tress, provocano un sovraccarico di questi emuntori. Il processo di “pulizia” si esaurisce. Inizia poi un rallentamento del metabolismo per via dalla saturazione degli organi emuntori, con i primi sintomi di stanchezza che si sente verso la fine dell’inverno.

Secondo i naturopati, bisognerebbe a fine inverno ripulire l’organismo di tutte le tossine, eliminare i grassi che trattengono i pesticidi, i prodotti chimici, i fumi. Quindi pensano sia importante aiutare il fegato,e purificare l’intestino, la vescica, i reni. Consigliano di non indulgere e non aspettare che gli organi inizino a dare segni di cedimento con i primi raggi del sole, con eczema, psoriasi, allergie diverse e che vengono attribuite al sole, ma che secondo i naturopati è segno di intasamento-intossicazione del sistema interno.

La linfa di betulla, elisir prezioso.

E appunto, Madre Natura ha previsto di darci un elisir straordinario e prezioso per questa grande depurazione: la linfa di betulla.

Oggi, l’abitudine di bere la linfa di betulla all’inizio della primavera è quasi scomparsa e attualmente pochissimi la conoscono come prodotto da una albero. Quelli più noti sono lo sciroppo di acero canadese, molto dolce. Ma in realtà, i sovietici hanno mantenuto l’industria della linfa di betulla fino alla caduta del muro di Berlino. Ci sono foto incredibili che testimonianza degli anni ’80 della RDA, di come decine di persone sono intente a raccogliere nelle foreste la linfa di betulla. In Lettonia, è considerata a oggi un vero tesoro nazionale.

E non per nulla:

La linfa di betulla contiene elementi naturali molto interessanto di cui si ignora ancora tutte le maccaniche di azione: della vitamina C, dei flavonoidi antiossidanti come la quercitina, dei tannini, degli acidi clorogenici. E’ ricca in calcio, magnesio, silicio, sodio e potassio. Fresca, contiene  anche, immediatamente biodisponibile, degli oligo-elementi come il rame, il ferro, il manganese, lo zinco tanto raro nei nostri ailmenti. Contiene mucillagini, flavonoido, e 17 tipi di aminoacidi di cui l’acido glutaminico che vivifica e dinamizza. Contiene anche delle citosine de degli zuccheri sotto forma di fruttosio da o,5% a 0,2%

La linfa di betulla contiene anche due eterosidi, le betullosidi, e le monotropitoside che liberano per idrolisi e enzimatici del salicicato di metile, un analsegico, anti-infiammatorio e duiretico efficace.

Delle virtù sorprendenti

In praticamente tutte le popolazioni d’Europa centrale e del nord e fino alla seconda guerra mondiale, in tutte le classi della popolazuone, è stata data ai bambini per compensare l’assenza di latte materno. La si usava per rinforzare la crescita dei bambini e degli adolescenti, per ridare energia ai loro genitori debilitati dal duro inverno, e per dare agli anziani più forze e infine per attenuare e sopprimere i dolori articolari e reumatici.

In Russia, l’ultima bottiglie era riservata al Pope del villaggio, il prete ortodosso.

Una tradizione immemore

Un tempo la betulla veniva chiamata l‘albero della sagezza, ma anche “albero ai nefriti” per le sue virtù terapeutiche.

Il celebre viaggiatore arabo Ahmad ibn Fadlan annotava già nel 941 che la popolazione bulgara e turca che abitava lungo al Volga beveva la linfa di betulla. Il sagio tedesco Conrad de Megenberg (XXIV° secolo) cita che era usata come bevanda rinfrescante. Il geografo persiano Rashid-al-Din testimogna ugualmente che le tribù Uriakhai della Siberia intagliava le betulle e raccoglieva la linfa, che poi bevevano al posto dell’acqua.

Nel 1565, il medico sense Matteolo scriveva:

“se si incide il tronco di una betulla con un taglierino, ne esce una grande quantità di acqua, laquale ha una grande proprietà e virtù nel rompere la roccia tanto nei reni quanto nella vescica, se la si continua ad usare. Se la si usa per lavarsi la bocca, le ulcere in bocac guariscono”.

Tre secoli più tardi, Pierre-François Percy, il chirurgo militare delle armi di Napoleone, dichiara:

“In tutto il Nord dell’Europa, fino ai confini della Russia, l’acqua della betulla è la speranza, la felicità, e la panacea degli abitanti ricchi o poveri, grandi e piccoli, signori o servi… Les malattie della pelle, brufoli, couperose, eczemi, ecc. non gli resistono. E’ un rimedio prezioso nelle affezioni reumatiche, le persone affette di gotta, i problemi della vescica e tantissime altre malattie croniche”.

L’etnologo svedese Gösta Berg suggeriva anche lui che la linfa di betulla era probabilmente la medicina più comunemente usata e più efficace contro lo scorbuto, provocata dalla carenza di vitamina C.

In Francia, è nei monasteri che si è trasmessa la tradizione di consumare la linfa di betulla. I monaci della Trappe des Dombes (Ain) hanno fino a oggi conservato gelosamente questa tradizione. Ogni primavera, i giovani monaci raccolgono la linfa fresca perché gli anziani ritrovino le loro forze e soffrano di meno per i dolori reumatici. Ogni sera la linfa non bevuta è buttata in quanto non si conserva.

Delle molteplici virtù

Le ricerche moderne hanno rivelato che la presenza di betuline, una piccola molecola che migliora la resistenza all’insulina, riduce le placche dell’arteriosclerosi (che irrigidiscno le arterie e favoriscono gli infarti) e cura l’iperlipidemia (troppi grassi nel sangue).

Altre ricerche condotte nell’ex-Unione sovietica indicano che la linfa dl betulla può essere utilizzata nel quadro dei trattamenti contro l‘anemia, il cancro, la tubercolosi, i calcoli renali, la gotta, l’artrosi, i reumatismi, il raffreddore e le malattie della pelle.

Un medicinale sviluppato in URSS, il Biomos, è fatto partendo dalla linfa di betulla, e ha una capacità dimostrata di aiutare la cicatrizzazione delle ferite e delle bruciature e agisce come antidolorifico e anti-sclerosi.

Probabilmente per mancanza di finanziamenti, le richerche sulla linfa di betullasono apparse ma un certo numero di queste attestano il suo utilizzo in tempo ancestrali. Una recente ricerca in Russia ha così dimostrato un potere sorprendente per questo prodotto nel sostenere la funzione epatica per i malati colpiti di epatite C cronica. In 12 settimane l’attività del virus è ridotta del 43%.

Tra l’altro, le ricerche hanno dimostrato che l’acido clorigenico della linfa di betulla (che si trova anche nel caffè) diminuisce l’appetito, diminuisce l’assorbimento dei glucidi e favorisce l’uso dei grassi per fornire energia e permette di perdere peso fino a 4kg in 12 settimane.

In Europa occidentale, le società che commercializzano la linfa di betulla mettono in risalto le sue virtù di drenaggio e l’eliminazione delle tossine e degli acidi dell’organismo (acido urico), e che avrebbe un effetto con i dolori reumatici e articolari. Anche in questo caso la scienza sembra confermare l’uso tradizionale: l’acido clorogenico modula l’attività del sistema immunitario per ridurre l’infiammazione nell’artrite reumatoide e il salicilato di metile presente nella linfa esercita degli effetti paragonabili all’aspirina (acido acetilsalicilico) per il controllo del dolore.

La linfa di betulla è anche proposta per stimolare il metabolismo e disintossicare il corpo in dolcezza (eczema, pitiriasi, psoriasi, dermatite del cuoio capelluto…).

Le ricerche condotte dall’Università di Riga, in Lettonia, hanno ugualmente provato che la linfa della betulla dispone di forti proprietà antiossidanti e ritarda gli effetti dell’invecchiamento. Stimola allo stesso tempo la crescita delle cellule del derma e dell’epidermide e protegge le cellule della pelle contro lo stress ossidativo, compreso quello dei raggi ultravioletti, dell’inquinamento, e dagli effetti dell’infiammazione.

Infine, i flavonoidi che contiene come la quercitina sono oggi di un efficacia riconosciuta per rinforzare le vene, diminuire la pressione del sangue e combattere la ritensione idrica.

Una raccolta rispettosa della Natura.

La raccolta della linfa di betulla fresca non necessita di abbattimento, ne sacrificio di alberi. Dopo aver inciso un buco orizzontale nel tronco, si tratta di lasciar colare la linfa goccia a goccia in una bottiglia grazie ad un tubo, evitando che la polvere e altri sporcizie si insinuino nell’albero. Un albero fornirà facilmente da uno a due litri di linfa al giorno, e può arrivare anche fino a 10 litri in due giorni per un grande albero. Nessun rischio di spezzare un albero, vi darà solo ciò di cui non ha bisogno.

Di fatto, chi si azzarda a intagliare una betulla che abbia più di 20 anni nel momento della risalita della linfa si espone a un avera e propria innondazione, la linfa sale proprio come acqua di fontana.

Una volta la raccolta finita, occorre tappare i buchi con dei pezzi di legno per proteggere l’albero da eventuali infezioni.

Il prodotto in vendita sul nostro sito, contiene esclusivamente linfa di betulla raccolta con il metodo tradizionale, ovvero raccolta a mano per gravità, senza l’ausilio di pompe elettriche. Questo sistema di raccolta permette di raccogliere solo una quantità limitata di linfa da ogni albero ( 5 litri c.ca)lasciando disponibile per la pianta tutta la linfa necessaria per lo sviluppo fisiologico dei germogli primaverili. Il metodo di raccolta tradizionale è indicato sulla confezione dal logo del Picchio Rosso delle Betulle

CERTIFICAZIONE BIOLOGICA BIOAGRICERT

Consigli pratici per la cura

La qualità della linfa di betulla dipenderà chiaramente dal suolo. Le persone che raccolgono la linfa seriamente fanno dei prelievi preventivi per identificare gli alberi più adatti per una linfa di qualità. Facendo tagli uguale a una distanza di 1 metro, due alberi possono presentare caratteristiche diametralmente opposte.

La linfa deve essere raccolta vicino al suolo (+/- 0,50m), è detta minerale e sarà sempre più opaca e benefica che se vienisse raccolta a 2 m o da un ramo. il miglior momento per la raccolta è dopo la nuova luna di marzo.

Deve provenire da luoghi preservati dall’inquinamento ed è imperativo che la linfa sia fresca, quindi allo stato puro. Io mi fornisco da un produttore che si trova tra 900 e 1500 metri di altezza nelle Alpi svizzere. Trattandosi di una produzione artigianale e biologica, il mio produttore vende tutto in diretta ai suoi amici e conoscenti.

Buona salute

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FONTE: Jean-Marc Dupuis (traduzione dal francese di Zeinab Youssef)

La nutrizionista Valentina Venanzi ci parla delle bacche di goji

“Quanti di voi hanno mai sentito parlare delle bacche di Goji?

In realtà è già da diverso tempo che circolano idee a volte anche errate circa le proprietà di queste bacche selvatiche.

Ma che cosa hanno di speciale tanto da essere addirittura pubblicizzate dal mondo dello spettacolo?
Prima di consigliare la loro assunzione ai miei pazienti mi sono documentata circa i benefici di questi alicamenti (ossia alimenti dall’elevato contenuto di composti fitochimici che permettono di svolgere una funzione preventiva per diverse patologie) .

Dopo un’attenta ricerca e dopo averle provate in prima persona ho constatato la loro efficacia e ora vi spiegherò il perché di questo loro successo.

Il Goji, dal nome latino Lycium Barbarum, proviene dalla Mongolia interna ed è un arbusto deciduo perenne della famiglia delle solanacee (stessa famiglia di melanzane, pomodori, patate, peperoncino e peperoni) che cresce su viti rampicanti.

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Nel paese della Grande Muraglia queste bacche sono considerate da più di 2000 anni come un alimento molto gradito ed un rimedio naturale che aiuta a mantenere l’organismo in buono stato di salute, tanto da meritarle il nome di “frutto della longevità”.

Infatti le popolazioni della Cina del Nord e della Mongolia Interna – grazie al loro stile di vita e alle loro abitudini alimentari – sono tra le più longeve del mondo e tra le meno soggette alle cosiddette malattie del benessere, quali malattie cardiovascolari e tumori. La loro dieta quotidiana è arricchita delle bacche di Goji, che fra tutti i frutti della terra rappresentano un vero prodigio, dei potentissimi antiossidanti.

Questi frutti portentosi rappresentano un concentrato assoluto delle caratteristiche del suolo su cui crescono e una fonte nutrizionale completa per l’organismo umano, ricchissimi di sostanze nutrienti quali vitamine C ed E e minerali dalle note proprietà.

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Le vitamine del gruppo C ed E proteggono dai radicali liberi e dallo stress ossidativo (funzione anti-age). Il rame, il ferro, il fosforo e il manganese aiutano a regolare il metabolismo energetico.
Grazie alla potente concentrazione di potassio e magnesio aiutano ad aumentare la resistenza muscolare.

La combinazione vincente di zinco e cromo attiva il metabolismo dei macronutrienti offrendo un valido aiuto nelle diete.

In una singola bacca sono racchiusi tutti i principali macro e micronutrienti: carboidrati (efficaci come rinforzo e sostegno del sistema immunitario), proteine, lipidi (tra cui Omega 3 e Omega 6) e Germanio, un potente antiossidante utile per proteggere l’organismo in caso di radiazioni e coadiuvante per artrite reumatoide, ipertensione ed allergie.

Presente ad un’altitudine di 1500 metri, su un terreno non contaminato, il Goji viene essiccato naturalmente al sole, setacciato senza l’intervento di macchine e trattato con tecniche naturali in grado di mantenere e proteggere il raccolto dalla contaminazione degli insetti; questi processi naturali lo rendono un ottimo antiossidante, più di quanto possa esserlo il lampone nero o il cioccolato fondente.

Secondo la scala del grado di capacità antiossidante (tasso Orac), infatti, le bacche di Goji rapprentano il grado più elevato , 25300 contro i 7700 del lampone nero e 13120 del cioccolato fondente, alimenti noti per le loro proprietà antiossidative.

L’altopiano su cui cresce è caratterizzato da elevate escursioni termiche che vanno da +38,5°C a -15°C e da un terreno particolarmente ricco di sali minerali. Ciò fa sì che le piante che sopravvivono in questo luogo avverso sviluppano sostanze che le rafforzano e le arricchiscono di principi attivi.

La loro assunzione viene consigliata come integrazione ad uno stile di vita sano ad adulti, bambini, anziani, sportivi, vegani e – grazie al loro basso indice glicemico – a chi ha bisogno di tenere sotto controllo il proprio peso corporeo.

Possono essere assunte da chiunque, da chi soffre di pallore, affaticamento visivo, gravidanza, menopausa, disturbi associati allo stress, sbalzi di umore e come integrazione ad un regime alimentare controllato. Il suo utilizzo è sconsigliato solo in casi di terapie con anticoagulanti o a chi soffre di allergia al pomodoro.

Aiutano rinforzare il sistema immunitario, a disintossicare il fegato, a migliorare la resistenza muscolare, a sostenere l’organismo durante i periodi di forte stress e a supportare l’idratazione e l’elasticità della pelle.

“Mens sana in corpore sano” dicevano i latini, in effetti la nostra condizione psico-fisica viene molto spesso determinata da ciò di cui ci nutriamo quotidianamente, facciamoci pertanto aiutare da questi alimenti provenienti dalla natura.

Io le assumo giornalmente e vi assicuro che donano tono ed energia da vendere. Dal sapore dolciastro piacevole e dal colore rosso intenso, si presentano essiccate e conservate in sacchetti dalla triplice chiusura ermetica per proteggere le molecole nutrizionali e antiossidanti dalle fonti di calore e dai raggi UV.

Moltissimi studi hanno dimostrato che grazie alla disponibilità dei nutrienti forniti, queste bacche selvatiche offrono un valido sostegno nella regolazione e rigenerazione dei processi metabolici, delle risposte immunitarie e delle attività neurologiche.

La loro assunzione varia da adulto a bambino, in genere negli adulti si consiglia di assumere 1-3 cucchiai al giorno, l’equivalente di 30 gr, sia a bagnomaria, da solo come frutto (come generalmente assumo io) o a piacere aggiunto a yogurt, macedonia, riso, insalate ecc.

Gli effetti benefici di queste bacche non sono fantascienza né frutto di trovata pubblicitaria ma pura realtà pertanto le consiglio come supporto a tutti, una sorta di “elisir di lunga vita”!

L’importanza di venire in contatto con altri paesi, altre culture ed abitudini alimentari differenti è sempre fondamentale per chi ama prendersi cura di se stessi e migliorare il proprio stato di salute, grazie alle popolazioni orientali siamo infatti venuti a conoscenza di un portento naturale a noi prima sconosciuto.”

Valentina Venenzi

potere acquistare le bacche di goji sul nostro sito www.erboristeriavarvara.it

I semi di chia: una miniera di omega3

I semi di chia sono ricavati da una specie vegetale denominata Salvia hispanica, molto diffusa ed utilizzata in Centro e Sud America, ma ancora scarsamente conosciuta in Europa e in Italia. I semi di chia presentano proprietà nutrizionali degne di essere conosciute. A stupire è soprattutto illoro contenuto di calcio e la presenza particolarmente bilanciata all’interno di essi di acidi grassi essenziali omega3 e omega6.

I semi di chia sono stati ammessi sul mercato UE e come ingrediente alimentare nel mese di ottobre 2009.

La chia o salvia hispanica cresce spontaneamente in Messico ed in Bolivia e laraccolta dei suoi semi è spesso riservata a realtà coinvolte nei circuiti del commercio equo e solidale. Le proprietà benefiche dei semi di chia erano già note alle civiltà precolombiane dell’America Centrale e Meridionale. Essi, insieme al mais, ai fagioli e all’amaranto erano alla base dell’alimentazione di popolazioni come quella azteca. L’introduzione in Europa della chia avvenne tramite i conquistadores, ma essa, nonostante potesse crescere facilmente sotto il sole spagnolo, fu presto dimenticata, a favore dialtri alimenti scoperti nelle Americhe.

Proprietà e benefici

Il contenuto di calcio rende i semi di chia una delle fonti vegetali principali di tale minerale, insieme ai semi di sesamo. I semi di chia presentano un contenuto di calcio pari a 600 milligrammi per ogni porzione da 100 grammi. Esso è considerato di 5 volte superiore a quello del latte. Contengono acidi grassi essenziali omega3 per il 20% del loro peso, una caratteristica che li rende affini ai semi di lino e all’olio di lino, altre importantissime fonti vegetali degli stessi. 100 grammi di semi di chia presentano circa 20 grammi di omega3, una proprietà che li rende la fonte vegetale più ricca di questi acidi grassi essenziali.

Anche il loro apporto di vitamina C, ferro e potassio è sorprendente. Essi presentano un contenuto di vitamina C (5,4 milligrammi ogni 100 grammi) di 7 volte superiore rispetto a quello delle arance, un contenuto di potassio (809,15 milligrammi ogni 100 grammi) doppio rispetto alle banane e una presenza di ferro (9,9 milligrammi ogni 100 grammi) tripla rispetto agli spinaci. Non bisogna inoltre sottovalutare la presenza di altri minerali come il selenio, lo zinco ed il magnesio,oltre che il loro contenuto vitaminico che prevede vitamina A, E e B6 oltre alla già citata vitamina C ed a niacina, riboflavina e tiamina.

I semi di chia sono naturalmente ricchi di aminoacidi necessari per la formazione delle proteine da parte dell’organismo, tra cui possiamo trovare metionina, cisteina e lisina (è esclusa la taurina) e di antiossidanti, presenti all’interno di essi in quantità 4 volte superiore rispetto ai mirtilli.

I semi di chia sono ritenuti in grado di svolgere un’azione di controllo del livello degli zuccheri nel sangue, contribuendo ad arginare l’aumento di peso. Sono inoltre considerati benefici a livello dell’apparato cardiovascolare per quanto riguarda la prevenzione delle malattie ad esso legate. Il loro contenuto di aminoacidi, di vitamine e di sali minerali contribuisce a regalare all’organismo un ottimo livello di energia.

Coloro che soffrono di pressione alta potrebbero trovare giovamento aggiungendo i semi di chia alla loro alimentazione, poiché essi sono considerati in grado di contribuire alla regolazione della pressione sanguigna.

I semi di chia sono adatti a coloro che desiderano perdere peso, poiché sono in grado di fornire nutrienti essenziali ed energia senza che l’organismo richieda di assumere grandi quantità di alimenti in sovrappiù.

Le proprietà dei semi di chia non finiscono qui. La loro assunzione è utile in quei soggetti che necessitano di tenere sotto controllo i livelli del colesterolo nel sangue, possibilmente giungendo ad un loro abbassamento. Questi semi non contengono assolutamente glutine e la loro assunzione è quindi possibile anche a coloro che soffrono di celiachia o di intolleranza ad esso.

Per quanto riguarda il loro contenuto calorico, i semi di chia apportano 70 calorie ogni 15 grammi di prodotto, quantità corrispondente a circa un cucchiaio di prodotto, che apporta nel contempo circa 3 grammi di proteine e 7 grammi di carboidrati, oltre agli acidi grassi ed ai sali minerali già elencati. I semi di chia non contengono colesterolo né zuccheri semplici.

Come utilizzarli e conservarli

I semi di chia sono molto piccoli, croccanti e dal sapore piuttosto neutro e per nulla sgradevole. Possono essere aggiunti al muesli della colazione o accompagnati a cereali e altri semi, come i semi di zucca o di girasole, per uno snack salutare e nutriente nel corso della giornata. A differenza dei semi di lino, i semi di chia non irrancidiscono e possono essere conservati anche per anni in dispensa all’interno di un contenitore ben chiuso.

I semi di chia possono essere assunti crudi nella dose di uno o due cucchiai al giorno come integratore alimentare naturale, oppure possono essere utilizzati come condimento per numerosi piatti tra cui insalate, pasta, risotti, orzo, miglio, quinoa, legumi ed altri cereali a piacere. Possono inoltre essere utilizzati come ingredienti da aggiungere a frullati di frutta e/o verdura oppure come elemento decorativo, ma nutriente, su crostini e tartine sui quali siano state spalmati paté di olive o salsine preparate con ortaggi freschi come pomodori, carote o peperoni.

E’ ottimo anche l’abbinamento con i sapori dolci; ad esempio i semi di chia possono essere aggiunti a macedonie o essere utilizzati come guarnizione per biscotti plum-cake e torte, preferibilmente a cottura ultimata. I semi di chia possono inoltre essere aggiunti alla frutta cotta – ideale l’abbinamento con mele o pere – oppure nell’ultimazione di zuppe, minestre e vellutate di verdura, ortaggi o funghi.

Esiste un utilizzo dei semi di chia ritenuto particolarmente benefico per la pulizia dell’intestino e per favorire il suo funzionamento. Lasciati in ammollo in acqua a temperatura ambiente, i semi di chia, in grado di assorbire acqua in quantità molto superiore al loro peso, sprigionano un gel benefico che può essere assunto come tale al mattino, preferibilmente a stomaco vuoto. Il gel di semi di chia, così come il gel di semi di lino, ottenuto secondo il medesimo procedimento, può essere utilizzato come sostituto delle uova nella preparazione di torte e biscotti. All’estero vengono inoltre utilizzati per la preparazione di infusi e di cioccolatini dolcificati con la stevia.Infine, possono essere impiegati tra gli ingredienti per la preparazione casalinga del pane integrale.

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