Argento Colloidale. Scopriamo di più..-

L’ argento colloidale (proteinato o misto) presente sul mercato da una decina di anni, ha avuto un successo notevole con un uso generalizzato per persone e animali, come suffragato da numerose testimonianze spontanee di chi lo utilizza. Le vendite sono state incrementate dal solo passaparola, vista l’indifferenza dei canali ufficiali. L’argento si è imposto da solo in Italia e nel mondo.

EFFETTO BATTERIOSTATICO
Per effetto batteriostatico s’intende la capacità di inibire la riproduzione batterica e di conseguenza la prolificazione. Agisce su un ampissima gamma di germi: virus, batteri, muffe, funghi, parassiti e perfino su organismi monocellulari. L’innocuità per il nostro organismo è comprovata dal fatto che viene applicato in forma di qualche goccia negli occhi dei neonati prima ancora della recisione del cordone ombelicale.

NOVITA’ RIVOLUZIONARIA
L’argento colloidale ionico! Ottenuto elettrolisi, cioè dal passaggio della corrente in due elettrodi di argento purissimo (al 99,99%) che scinde in particelle ultra-fini che per differenza di polarità si respingono e restano in sospensione nell’acqua bi-distillata. Le particelle hanno una lunghezza media di 0,01-0,001 micrometri. La concentrazione delle parti d’argento si esprime i ppm, cioè parti per milione.

argentocolloidale-nutriva (1)

BENEFICI
l. L’argento colloidale ionico è enormemente più efficace di quello proteinato, quante volte più efficace? 10 volte… 100 volte… 157 volte!?

2. La dimensione ultra-fine delle particelle dà loro la possibilità di superare anche le barriere più impenetrabili del nostro corpo.

3. L’argento colloidale ionico si trova in commercio spesso ad una concentrazione di 5/8 ppm. Ma questo può risultare insufficiente a livello di efficacia. La concentrazione consigliata e più versatile è quella dei 25 ppm. Nei casi più ardui si può arrivare tranquillamente anche a 100 ppm.

4. E’ un prodotto assolutamente sicuro e prodotto con materie prime di alta qualità, al contrario di ciò che la disinformazione diffonde come notizia: la temuta Argiria non è mai comparsa a causa dell’uso di argento colloidale ionico. I pochi casi sono comparsi per l’uso di argento auto-prodotto con apparecchi fatti in casa (con la comparsa di sali d’argento), per un uso continuo per anni e anni ed a volte addirittura aggravato da una forte insufficienza renale.

Tratto dal libro: “Argento colloidale-Parassiti-Metalli tossici e inquinanti chimici” Edizione Ecosalute

L’argento colloidale è conosciuto da molto tempo in ambito medico alternativo per le sue speciali proprietà. Già dai tempi dei Greci e dei Romani, le corti reali usavano banchettare con posate d’argento in recipienti dello stesso metallo, tanto che si diceva che il sangue nobile blu, derivasse dalle minute tracce del puro metallo che assimilavano regolarmente.
La ricerca biomedica ha dimostrato che nessun organismo conosciuto che causa malattie (batteri, virus e funghi) può vivere più di qualche minuto in presenza di una traccia, seppur minuscola, di argento metallico.
Un antibiotico, tanto per fare un esempio, uccide, forse, una mezza dozzina di differenti organismi patogeni, ma l’argento ne elimina circa 650. Inoltre i ceppi resistenti non riescono a svilupparsi quando viene usato l’argento, mentre per il nostro organismo è virtualmente atossico.
Il medico Larry C. Ford, del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia alla Scuola del Centro di Medicina delle Scienze per la Salute dell’Università californiana di Los Angeles, ha scritto “Le soluzioni d’argento sono antibatteriche per concentrazioni di 10 organismi per ml di Streptococcus pyogenes, Staphylococcus aureus, Neisseria genorrhoeae, Gardnerella, Vaginalis, Salmonella typhi e altri patogeni enterici, e funghicide per Candida albicans, Candida lobata.
Il ricercatore biomedico Robert O. Becker dell’Università di Syracuse ha scoperto che “l’argento stimola profondamente la guarigione della pelle e in altri tessuti soffici, in un modo diverso da ogni processo naturale conosciuto e uccide le più pericolose infezioni di tutti i tipi, inclusi i batteri e i funghi che ci circondano”. E conclude “Quello che abbiamo fatto in effetti, è stato di riscoprire il fatto che l’argento elimina i batteri, come si è saputo per secoli ….; quando furono scoperti gli antibiotici, venne smesso l’utilizzo clinico dell’argento come antibiotico.”
L’argento colloidale è senza sapore, senza odore e non irrita i tessuti sensibili. Può essere assunto oralmente, come pure collocato su una garza e applicato direttamente su tagli, abrasioni, piaghe aperte e verruche.

Segue una lista parziale di più di 650 patologie che sono state trattate con successo con l’argento colloidale:

  • Acne ed antrace
  • Appendicite
  • Piede dell’atleta
  • Scottature e bruciature
  • Candida Albicans
  • Congiuntiviti e infezioni Crypro pondium.
  • Cistite
  • Dermatite
  • Diarrea
  • Difterite
  • Eczemi
  • Emorroidi
  • Fuoco di Sant’Antonio
  • Gastriti
  • Infezioni da Streptococco e Stafilococco
  • Infezioni variamente localizzate
  • Influenza
  • Meningite
  • Oftalmia
  • Impetigine
  • Psoriasi
  • Piorrea
  • Sangue avvelenato
  • Salmonella
  • Scarlattina
  • Seborrea
  • Polmonite
  • Poliomielite
  • Sifilide
  • Tetano
  • Ulcera
  • Verruche
  • Tosse convulsa

Si sono riscontrati anche dei risultati con le seguenti patologie:

  • Diabete
  • Cancro
  • Sindrome di Affaticamento cronico
  • Catarro
  • Colite

E’ molto importante notare che, a differenza dell’antibiotico tradizionale, l’argento non indebolisce il sistema immunitario ma, al contrario, lo rinforza. Questi dati scientifici sono stati ottenuti negli USA e sono reperibili tramite motore di ricerca su innumerevoli siti Internet.

USO ESTERNO: applicare su verruche, herpes, psoriasi, acne, lesioni aperte come ulcere, e tutte le malattie cutanee. Ottimo anche per la disinfezione delle mani.

CHI USA L’ARGENTO COLLOIDALE?
I
n Canada, Svizzera ed USA i medici utilizzano vari tipi di argento per curare molteplici infezioni.
Negli USA l’argento è usato nella chirurgia delle ossa.
Naturopati e Omeopati usano l’Argento colloidale per il 70% degli ustionati gravi.
Anche nella Medicina Cinese, nell’Ayurveda e nell’omoepatia i terapeuti usano regolarmente l’argento nei loro trattamenti.
In Svizzera i biochimici stanno studiando la capacità dell’Argento di interrompere la replicazione delle cellule HIV (AIDS) nei vari stadi.
La NASA utilizza un sistema di purificazione dell’acqua con argento sugli space shuttle, la stessa cosa la fanno i russi.
Molte compagnie aeree utilizzano filtri d’acqua in argento per circoscrivere le infezioni batteriche.
L’argento viene utilizzato spesso nelle piscine al posto del cloro (che comunque si è dimostrato tossico!).
Aziende giapponesi usano l’Argento per rimuovere ossido cianidrico e nitrico dall’aria.

CARATTERISTICHE DINAMICHE
Uno dei migliori e più sicuri antibatterici generali conosciuti.
Sicuro nell’utilizzo, anche su bambini.
Non si sono registrate incompatibilità dell’uso con altri farmaci.
Senza odore né sapore, sicuro anche per l’uso negli occhi e orecchie.
L’organismo non sviluppa dipendenza o intolleranza.

testo tratto dal libro “Argento Colloidale – Parassiti – Metalli tossici e inquinantio chimici” Edizioni Ecosalute

Nota: Prodotti a base di argento ottenibili da diverse fonti nelle versioni farmaceutiche, nella versione uso topico, per uso veterinario e per igienizzazione domestiche.

Potete acquistare l’argento colloidale sul nostro sito www.erboristeriavarvara.it

Linfa di Betulla: storia e proprietà dell’elisir di buona salute.

Quest’anno, la linfa di betulla è in ritardo. Questo inverosimile inverno, che si è prolungato oltre misura, dove al neve è succeduta alla pioggia, dove il sole non era velato ma decisamento coperto da nuvole minacciose che ha agito in modo violento su alcune regioni (il nord della Francia ha conosciuto appena 11 ore di sole dal 1 gennaio al 31 marzo) ha bloccato la risalita della linfa che normalmnte è programmata da Madre Natura per metà febbraio. Notare che a nessuno importa, della risalita dell linfa delle betulle, o quasi.

La maggior parte dei nostri contemporanei hanno totalmente dimenticato che, circa cinquanta anni fà, ma la maggior parte delle popolazioni europee, dalla Scozia, fino alla Russia, passando per la Norvegia, la Slovenia, l’Ungheria, aspettavano con intrepida attesa questa montata della linfa verso la fine dell’inverno. Più che una tradizione era, era una febbre che invadeva collettivamente tutta l’Europa. Armati di coltello (per intagliare i trochi), dei secchi, e dei tubi, centinaia di miliaia di persone andavano all’assalto delle foreste per raccogliere la preziosa linfa.

La linfa era in effetti simbolo di rinnovamento e percepita come mezzo per fortifocare il proprio organismo contro l’impatto degli anni:

I danni dell’inverno, ai quali non pensiamo.

In inverno, il freddo ci spinge e diminuire la nostra attività fisica e a mangiare cibi più ricchi che sono anche più carichi di inquinanti chimici in quanto queste restano stoccate nei grassi animali. L’alimentazione è più zuccherina, più povera di vitamine e antiossidanti.

Per giunta, la nostra pelle è rimasta priva dei raggi ultravioletti del sole che dovrebbero attraversare l’epidermide e il derma e produrre la vitamina D indispensabile per il morale, per la solidità delle ossa e il sistema immunitario, tra le altre cose.

Quindi nulla di più naturale che vedere finire l’inverno aumentare i dolori articolari,  i calcoli renali, migliorare la digestione, aumentare la pressione sanguigna, e perfino avere crisi di gotta. E’ dunque il momento di agire!

linfa-di-betulla-bigg

Purificare l’organismo

Nella visione dei naturopati, il corpo è provvisto di emuntori che giocano un ruolo di filtro epuratore: fegato, intestino, reni, polmini, pelle. Ma in inverno, l’alimentazione snaturata, inadatta o eccessiva, la sedentarietà, l’assenza di sudorazione e attualmente, l’inquinamento e lo tress, provocano un sovraccarico di questi emuntori. Il processo di “pulizia” si esaurisce. Inizia poi un rallentamento del metabolismo per via dalla saturazione degli organi emuntori, con i primi sintomi di stanchezza che si sente verso la fine dell’inverno.

Secondo i naturopati, bisognerebbe a fine inverno ripulire l’organismo di tutte le tossine, eliminare i grassi che trattengono i pesticidi, i prodotti chimici, i fumi. Quindi pensano sia importante aiutare il fegato,e purificare l’intestino, la vescica, i reni. Consigliano di non indulgere e non aspettare che gli organi inizino a dare segni di cedimento con i primi raggi del sole, con eczema, psoriasi, allergie diverse e che vengono attribuite al sole, ma che secondo i naturopati è segno di intasamento-intossicazione del sistema interno.

La linfa di betulla, elisir prezioso.

E appunto, Madre Natura ha previsto di darci un elisir straordinario e prezioso per questa grande depurazione: la linfa di betulla.

Oggi, l’abitudine di bere la linfa di betulla all’inizio della primavera è quasi scomparsa e attualmente pochissimi la conoscono come prodotto da una albero. Quelli più noti sono lo sciroppo di acero canadese, molto dolce. Ma in realtà, i sovietici hanno mantenuto l’industria della linfa di betulla fino alla caduta del muro di Berlino. Ci sono foto incredibili che testimonianza degli anni ’80 della RDA, di come decine di persone sono intente a raccogliere nelle foreste la linfa di betulla. In Lettonia, è considerata a oggi un vero tesoro nazionale.

E non per nulla:

La linfa di betulla contiene elementi naturali molto interessanto di cui si ignora ancora tutte le maccaniche di azione: della vitamina C, dei flavonoidi antiossidanti come la quercitina, dei tannini, degli acidi clorogenici. E’ ricca in calcio, magnesio, silicio, sodio e potassio. Fresca, contiene  anche, immediatamente biodisponibile, degli oligo-elementi come il rame, il ferro, il manganese, lo zinco tanto raro nei nostri ailmenti. Contiene mucillagini, flavonoido, e 17 tipi di aminoacidi di cui l’acido glutaminico che vivifica e dinamizza. Contiene anche delle citosine de degli zuccheri sotto forma di fruttosio da o,5% a 0,2%

La linfa di betulla contiene anche due eterosidi, le betullosidi, e le monotropitoside che liberano per idrolisi e enzimatici del salicicato di metile, un analsegico, anti-infiammatorio e duiretico efficace.

Delle virtù sorprendenti

In praticamente tutte le popolazioni d’Europa centrale e del nord e fino alla seconda guerra mondiale, in tutte le classi della popolazuone, è stata data ai bambini per compensare l’assenza di latte materno. La si usava per rinforzare la crescita dei bambini e degli adolescenti, per ridare energia ai loro genitori debilitati dal duro inverno, e per dare agli anziani più forze e infine per attenuare e sopprimere i dolori articolari e reumatici.

In Russia, l’ultima bottiglie era riservata al Pope del villaggio, il prete ortodosso.

Una tradizione immemore

Un tempo la betulla veniva chiamata l‘albero della sagezza, ma anche “albero ai nefriti” per le sue virtù terapeutiche.

Il celebre viaggiatore arabo Ahmad ibn Fadlan annotava già nel 941 che la popolazione bulgara e turca che abitava lungo al Volga beveva la linfa di betulla. Il sagio tedesco Conrad de Megenberg (XXIV° secolo) cita che era usata come bevanda rinfrescante. Il geografo persiano Rashid-al-Din testimogna ugualmente che le tribù Uriakhai della Siberia intagliava le betulle e raccoglieva la linfa, che poi bevevano al posto dell’acqua.

Nel 1565, il medico sense Matteolo scriveva:

“se si incide il tronco di una betulla con un taglierino, ne esce una grande quantità di acqua, laquale ha una grande proprietà e virtù nel rompere la roccia tanto nei reni quanto nella vescica, se la si continua ad usare. Se la si usa per lavarsi la bocca, le ulcere in bocac guariscono”.

Tre secoli più tardi, Pierre-François Percy, il chirurgo militare delle armi di Napoleone, dichiara:

“In tutto il Nord dell’Europa, fino ai confini della Russia, l’acqua della betulla è la speranza, la felicità, e la panacea degli abitanti ricchi o poveri, grandi e piccoli, signori o servi… Les malattie della pelle, brufoli, couperose, eczemi, ecc. non gli resistono. E’ un rimedio prezioso nelle affezioni reumatiche, le persone affette di gotta, i problemi della vescica e tantissime altre malattie croniche”.

L’etnologo svedese Gösta Berg suggeriva anche lui che la linfa di betulla era probabilmente la medicina più comunemente usata e più efficace contro lo scorbuto, provocata dalla carenza di vitamina C.

In Francia, è nei monasteri che si è trasmessa la tradizione di consumare la linfa di betulla. I monaci della Trappe des Dombes (Ain) hanno fino a oggi conservato gelosamente questa tradizione. Ogni primavera, i giovani monaci raccolgono la linfa fresca perché gli anziani ritrovino le loro forze e soffrano di meno per i dolori reumatici. Ogni sera la linfa non bevuta è buttata in quanto non si conserva.

Delle molteplici virtù

Le ricerche moderne hanno rivelato che la presenza di betuline, una piccola molecola che migliora la resistenza all’insulina, riduce le placche dell’arteriosclerosi (che irrigidiscno le arterie e favoriscono gli infarti) e cura l’iperlipidemia (troppi grassi nel sangue).

Altre ricerche condotte nell’ex-Unione sovietica indicano che la linfa dl betulla può essere utilizzata nel quadro dei trattamenti contro l‘anemia, il cancro, la tubercolosi, i calcoli renali, la gotta, l’artrosi, i reumatismi, il raffreddore e le malattie della pelle.

Un medicinale sviluppato in URSS, il Biomos, è fatto partendo dalla linfa di betulla, e ha una capacità dimostrata di aiutare la cicatrizzazione delle ferite e delle bruciature e agisce come antidolorifico e anti-sclerosi.

Probabilmente per mancanza di finanziamenti, le richerche sulla linfa di betullasono apparse ma un certo numero di queste attestano il suo utilizzo in tempo ancestrali. Una recente ricerca in Russia ha così dimostrato un potere sorprendente per questo prodotto nel sostenere la funzione epatica per i malati colpiti di epatite C cronica. In 12 settimane l’attività del virus è ridotta del 43%.

Tra l’altro, le ricerche hanno dimostrato che l’acido clorigenico della linfa di betulla (che si trova anche nel caffè) diminuisce l’appetito, diminuisce l’assorbimento dei glucidi e favorisce l’uso dei grassi per fornire energia e permette di perdere peso fino a 4kg in 12 settimane.

In Europa occidentale, le società che commercializzano la linfa di betulla mettono in risalto le sue virtù di drenaggio e l’eliminazione delle tossine e degli acidi dell’organismo (acido urico), e che avrebbe un effetto con i dolori reumatici e articolari. Anche in questo caso la scienza sembra confermare l’uso tradizionale: l’acido clorogenico modula l’attività del sistema immunitario per ridurre l’infiammazione nell’artrite reumatoide e il salicilato di metile presente nella linfa esercita degli effetti paragonabili all’aspirina (acido acetilsalicilico) per il controllo del dolore.

La linfa di betulla è anche proposta per stimolare il metabolismo e disintossicare il corpo in dolcezza (eczema, pitiriasi, psoriasi, dermatite del cuoio capelluto…).

Le ricerche condotte dall’Università di Riga, in Lettonia, hanno ugualmente provato che la linfa della betulla dispone di forti proprietà antiossidanti e ritarda gli effetti dell’invecchiamento. Stimola allo stesso tempo la crescita delle cellule del derma e dell’epidermide e protegge le cellule della pelle contro lo stress ossidativo, compreso quello dei raggi ultravioletti, dell’inquinamento, e dagli effetti dell’infiammazione.

Infine, i flavonoidi che contiene come la quercitina sono oggi di un efficacia riconosciuta per rinforzare le vene, diminuire la pressione del sangue e combattere la ritensione idrica.

Una raccolta rispettosa della Natura.

La raccolta della linfa di betulla fresca non necessita di abbattimento, ne sacrificio di alberi. Dopo aver inciso un buco orizzontale nel tronco, si tratta di lasciar colare la linfa goccia a goccia in una bottiglia grazie ad un tubo, evitando che la polvere e altri sporcizie si insinuino nell’albero. Un albero fornirà facilmente da uno a due litri di linfa al giorno, e può arrivare anche fino a 10 litri in due giorni per un grande albero. Nessun rischio di spezzare un albero, vi darà solo ciò di cui non ha bisogno.

Di fatto, chi si azzarda a intagliare una betulla che abbia più di 20 anni nel momento della risalita della linfa si espone a un avera e propria innondazione, la linfa sale proprio come acqua di fontana.

Una volta la raccolta finita, occorre tappare i buchi con dei pezzi di legno per proteggere l’albero da eventuali infezioni.

Il prodotto in vendita sul nostro sito, contiene esclusivamente linfa di betulla raccolta con il metodo tradizionale, ovvero raccolta a mano per gravità, senza l’ausilio di pompe elettriche. Questo sistema di raccolta permette di raccogliere solo una quantità limitata di linfa da ogni albero ( 5 litri c.ca)lasciando disponibile per la pianta tutta la linfa necessaria per lo sviluppo fisiologico dei germogli primaverili. Il metodo di raccolta tradizionale è indicato sulla confezione dal logo del Picchio Rosso delle Betulle

CERTIFICAZIONE BIOLOGICA BIOAGRICERT

Consigli pratici per la cura

La qualità della linfa di betulla dipenderà chiaramente dal suolo. Le persone che raccolgono la linfa seriamente fanno dei prelievi preventivi per identificare gli alberi più adatti per una linfa di qualità. Facendo tagli uguale a una distanza di 1 metro, due alberi possono presentare caratteristiche diametralmente opposte.

La linfa deve essere raccolta vicino al suolo (+/- 0,50m), è detta minerale e sarà sempre più opaca e benefica che se vienisse raccolta a 2 m o da un ramo. il miglior momento per la raccolta è dopo la nuova luna di marzo.

Deve provenire da luoghi preservati dall’inquinamento ed è imperativo che la linfa sia fresca, quindi allo stato puro. Io mi fornisco da un produttore che si trova tra 900 e 1500 metri di altezza nelle Alpi svizzere. Trattandosi di una produzione artigianale e biologica, il mio produttore vende tutto in diretta ai suoi amici e conoscenti.

Buona salute

acquistate la linfa di betulla direttamente sul nostro sito www.erboristeriavarvara.it ad un prezzo scontatissimo.

FONTE: Jean-Marc Dupuis (traduzione dal francese di Zeinab Youssef)

La linfa di Abete: dalla Norvegia un toccasana per raffreddore, tosse e mal di gola

L’abete bianco è un albero sempreverde e monoico, cioè presenta sulla stessa pianta fiori maschili e femminili distinti e separati. Vive ad altitudini comprese fra 400 e 1900 metri e risulta essere un albero molto longevo: può raggiungere, infatti, i seicento anni d’età. L’abete bianco ama l’umidità, terreni freschi e profondi, tipici delle zone ombreggiate e molto piovose. L’abete bianco è una pianta molto antica. E’ un albero molto longevo, può vivere anche diversi secoli. Il suo legno è solido ed elastico e si presta bene sia per la costruzione di arredamenti, che per gli esterni. Il legno fresco è bianco, stagionato diventa giallo pallido.

Contiene vitamina C, resina (nella corteccia) e trementina.

Dall’abete si possono preparare rimedi naturali contro tosse, influenza, problemi polmonari e circolazione.

Come re del bosco trasmette armonia, pensieri intensi, e ci fa fare una pausa dallo stress di bisogni e desideri inutili.

Habitat: si trova nei boschi della regione montana da 800 a 1800 m; è abbastanza diffuso nell’arco alpino; si rinviane qua e là nell’Appennino sino in Calabria.

Parti Usate Le gemme, i rametti, le foglie.

Tempo di Raccolta e Conservazione: le gemme si raccolgono in gennaio-marzo prima della loro schiusura staccandole con le mani; i rametti possono essere raccolti durante tutto l’anno recidendo la parte giovane. Se non vengono usate fresche, le gemme possono essere essiccate all’ombra in un luogo aerato mentre i rametti non vengono conservati perché sono sempre reperibili.

Componenti Principali: Olio essenziale, resine, Tannini.

Proprietà Principali La fondamentale proprietà dell’Abete Bianco è quella di alleviare i disturbi connessi con le affezioni polmonari. È efficace come anticatarrale e blando disinfettante delle vie urinarie.

linfa-di-abete-nordland-erboristeriavarvara

LA LINFA DI ABETE BIO NORDLAND

INDICAZIONI: La linfa di Abete Norvegese Nordland è ottenuta dalla spremitura dei germogli primaverili della pianta, ricchi di vitamina C e di Piceina.
Il succo che se ne ricava è balsamico, contiene olii essenziali e composti terpenici, ed è tradizionalmente usato nei paesi freddi per la salute di bronchi e gola. Arricchito con timo da coltivazione biodinamica ed eucalipto, si presenta come uno sciroppo, dal gusto dolce ed aromatico.

Proprietà – I germogli di Abete Norvegese, che vengono raccolti in primavera, contengono un olio ed il glucoside piceina, che le rende balsamiche, con proprietà sfiammanti, antireumatiche. Il prodotto contiene il 32% di purissima spremitura di germogli. L’aggiunta di thymus vulgaris l. apporta olio essenziale, tannini e resine con attività tossifughe ed anti catarrali, oltre a proprietà antibatteriche dovute al fenolo, timolo, contenuto in tutte le parti della pianta. Il Timolo ha funzione espettorante, aumentando la produzione di secreto bronchiale e facilitandone l’espulsione. L’olio essenziale di eucalipto, contenuto nella Linfa di Abete Nordland è indicato per fluidificare ed eliminare le secrezioni bronchiali.

Modo d’uso – Un cucchiaio due volte al giorno. In casi di sintomi più forti raddoppiare il dosaggio. Il prodotto può essere utilizzato anche per aromatizzare ed arricchire bevande calde.

Vantaggi – A differenza degli sciroppi convenzionali per la tosse contiene:

    • Principio attivo naturale Piceina glucoside
    • Il 32% di linfa di germogli freschi
    • Vitamina C naturale
    • 100% biologico certificato
    • Non causa sonnolenza
    • Non contiene conservanti o alcool
    • Non contiene propoli
    • Assenza di rischi allergici
    • Gusto piacevole

Acquista la linfa di abete bio sul nostro sito www.erboristeriavarvara.it

La Propoli: un incredibile dono della natura.

La propoli è un rimedio fitoterapico molto utilizzato, che può derivare sia dalle piante che dagli animali: anche questi ultimi, infatti, si servono di sostanze antibiotiche per proteggersi da batteri, virus, funghi e parassiti.

La propoli viene prodotta alla fine della stagione di raccolta dei pollini, tra agosto ed ottobre, quando le api si preparano a fronteggiare l’inverno: ad alcune api bottinatrici viene affidato il compito di raccogliere la resina dai germogli di foglie e dalle cortecce di alcune specie di alberi; questa viene quindi trasformata in propoli ed impiegata come materiale da costruzione e da difesa, per sigillare, proteggere e rinforzare gli alveari.
La propoli viene utilizzata dalle api per “verniciare” le pareti interne dell’alveare, in particolare la camera della regina, che viene così disinfettata a dovere prima che inizi la deposizione delle uova.
Le resine raccolte vengono trasformate in propoli grazie alle secrezioni digestive delle api, che contengono enzimi in grado di estrarre dalla resina sostanze dalle importante proprietà medicinali.
La propoli contiene diversi principi attivi:

  • Flavonoidi: galangina, apigenina, kaempferolo, pinocembrina;
  • Aldeidi aromatiche: vanillina ed isovanillina;
  • Polifenoli e composti aromatici;
  • Fenolacidi e loro esteri;
  • Derivati dell’acido benzoico: acido gentisico, acido salicilico ed acido gallico;
  • Derivati dell’acido cinnamico: acido caffeico ed acido ferulico;
  • Alcoli
  • Composti fenolici: pterostilbenzene e xantorreolo;
  • Terpeni: eudesmolo, olio essenziale (0,5-1,2%).

Oltre a questi principi attivi, la propoli è ricca di cere, resine, balsami, pollini, grassi e steroli, aminoacidi (16%), polisaccaridi, oligoelementi (calcio, ferro, rame, cobalto, nichel, zinco, silicio, vanadio e titanio), vitamine del gruppo B e provitamina A.
Test clinici effettuati su 16.000 pazienti hanno messo in evidenza le importantissime attività che la propoli è in grado di esercitare sull’organismo: in particolare, si è messo in evidenza il suo elevato potere antibatterico, antivirale ed antimicotico.
Numerose sperimentazioni, sia in vivo che in vitro, hanno dimostrato la capacità della propoli, in soluzione idroalcolica al 10-20%, di inibire lo sviluppo di vari ceppi batterici, quali Escherichia coli, Proteus vulgaris, Mycobacterium tuberculosis, Bacillus alvei, Bacillus subtilis, numerose salmonelle, stafilococchi, streptococchi, Corynebacterium diphtheriae.
I costituenti della propoli maggiormente implicati nell’attività antimicrobica sono, oltre l’olio essenziale, i flavonoidi (tra l’altro questa categoria di composti ha un ruolo chiave nel rinforzare il sistema immunitario), in particolare galangina, pinocembrina e crisina, e gli acidi clorogenico, caffeico e benzoico.

BannerPropoli-2-1004X282web

 

Proprietà ed attività terapeutiche della Propoli

L’attività antimicrobica è correlata alla concentrazione dei principi attivi, che purtroppo è estremamente variabile; è questa la ragione per cui diventa importante poter standardizzare i prodotti da somministrare presenti in commercio.
Sono molto interessanti gli effetti sinergici che la propoli mostra in relazione a diversi antibiotici di sintesi (come le tetracicline, la neomicina, la polimixina, la penicillina, la streptomicina e la viomicina) su colture di Streptococcus aureus e di Escherichia coli. Quest’attività è legata sia ad un’azione diretta sui germi, sia allo stimolo che essa esercita sui processi di immunità umorale e cellulo-mediata.
L’attività antimicotica della propoli è da attribuirsi alla presenza di pinocembrina e di pinobankina, in azione combinata e sinergica con acido caffeico e p-cumarato di benzile; le sperimentazioni hanno dimostrato ed evidenziato nella propoli proprietà fungicide su infezioni da Candida (albicans, tropicalis, …), su saccaromiceti, tricofiti e microspori, che causano micosi sulla pelle di uomini ed animali.
Azioni fungicide sono state provate con risultati soddisfacenti anche su funghi che vanno ad agire sui vegetali.
Le proprietà antivirali della propoli sono da ricercarsi principalmente nei componenti idrosolubili. La propoli dimostra una buona attività antivirale di inibizione sui generi Herpes simplex e Corona virus, ma anche sui ceppi virali dell’influenza A e B, parainfluenza 1-2-3, adenovirus e virus respiratori.

7 ottime ragioni per scegliere ed utilizzare Propoli EVSP® di Erba Vita.

1. Tecnica di estrazione esclusiva, che porta ad ottenere un fitocomplesso integrale.
2. Estratto standardizzato, che garantisce una costanza di composizione biochimica e di sicurezza.
3. Titolazione al 50% in polifenoli totali solubili: Propoli EVSP® concentra e massimizza la resa in polifenoli.
4. Completa solubilità in ambiente acquoso e, di conseguenza, nei fluidi biologici.
5. Elevata attività antiossidante (dimostrata in vitro).
6. Maggiore protezione delle membrane cellulari (dimostrata in vitro).
7. Propoli Europea.

 

Attività antibatterica in vitro di Propoli EVSP® confrontata con altre propoli comuni su specifiche specie batteriche.

attivita_antibatterica

Dal grafico risulta che Propoli EVSP®:

1. è efficace in vitro nei confronti di diversi tipi di stafilococchi e di streptococchi (particolari tipi di Batteri);

2. è sufficiente, in piccola quantità, per ottenere in vitro un’azione battericida su alcuni ceppi (nel grafico la concentrazione, infatti, è molto vicina al punto zero);

3. possiede la capacità di contrastare in vitro la resistenza batterica agli antibiotici (sempre in prove effettuate in laboratorio e non su persone);

4. riduce, in vitro, la crescita di ceppi di stafilococco resistenti all’antibiotico meticillina (Staph. Aureus meticillina resistente) e resistenti alla oxacillina (Staph. Aureus oxacillina resistente).

 

Attività antibatterica in vitro di diversi campioni di propoli su Helicobacter pylori (un batterio Gram negativo flagellato acidofilo, il cui ambiente ideale è il muco gastrico).

attivita_antibatterica2

 

Dal grafico risulta che Propoli EVSP® ha riportato in vitro i migliori risultati: è l’estratto che ha dimostrato maggior efficacia nel contrastare tutti i ceppi di Helicobacter pylori (sempre in prove effettuate in laboratorio e non su persone) a concentrazioni inferiori a 1000 mg/L, per la precisione 625 mg/L.

 

Confronto tra Propoli EVSP® ed altri due campioni di diverse propoli sul quantitativo di polifenoli totali presenti, calcolati ed espressi come acido gallico.

polifenoli

Le sperimentazioni di Erba Vita confermano che le attività della propoli in vitro non dipendono dal contenuto di un singolo principio attivo o dai soli flavonoidi, ma dalla eterogeneità e dalla ricchezza dei polifenoli totali presenti, ad esempio: acidi fenolici, bioflavonoidi, agliconi e glucosidi.

La linea propoli EVSP Erba Vita è presente, scontata del 20% sul nostro sito internet www.erboristeriavarvara.it.

La bronchite non va in vacanza!

La bronchite non va in vacanza. A chi crede erroneamente che la bronchite sia una malattia relegata alla stagione fredda, risponde Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, che rende noto che sono circa sessantamila a settimana i casi di bronchite estiva.

Quasi il doppio rispetto alla media stagionale. Il principale responsabile del ritorno di questa patologia delle vie respiratorie è questo clima ballerino, che apre a grandi schiarite e giornate caratterizzate da temperature alte e che poi vira improvvisamente verso giornate più fresche e ventilate. Un cambio di rotta repentino e inaspettato che coglie tutti impreparati e rende l’organismo maggiormente vulnerabile all’attacco dei virus.

Qualche settimana fa i casi di bronchite segnalati erano circa 150mila, un numero ben più elevato rispetto alle medie stagionali che diminuirà quando le temperature si stabilizzeranno, rientrando nei valori considerati nella norma. Ma nel frattempo come distinguere un semplice raffreddore da una bronchite?

A prestare particolare attenzione devono essere soprattutto i soggetti già vulnerabili, come i bambini, chi soffre di una malattia cronica, come l’asma, e gli anziani. I sintomi iniziali della bronchite sono molto simili a quelli di una classica influenza, ma la bronchite non va sottovalutata.

Innescata generalmente da rinovirus, coronavirus ed adenovirus, la bronchite può evolvere in polmonite se viene trascurata e si innesca una sovra-infezione di natura batterica. Spesso la polmonite che segue una bronchite è asintomatica o si presenta con sintomi difficilmente riconducibili ad un’infezione delle vie respiratorie (come un aumento della frequenza cardiaca o un leggero affaticamento nella respirazione).

BRONCOVIT TISANA BALSAMICA - con oli essenziali

Attenzione massima, dunque, in questi giorni in cui ancora il clima minaccia instabilità: soprattutto i soggetti più a rischio devono evitare un uso scorretto dell’aria condizionata oppure fare il bagno a mare se l’acqua è troppo fredda o fuori c’è un venticello fresco che potrebbe rivelarsi traditore.

Contro la bronchite vi consigliamo Broncovit tisana balsamica e per la prevenzione e il rafforzamento del sistema immunitario Immunaction capsule.

www.erboristeriavarvara.it

Influenza? Ecco come difenderci

 

Inesorabile come ogni anno l’influenza stagionale, quest’anno denominata A/H3N2 si è fatta sentire decimando scuole e uffici, ma il suo picco non è ancora passato, bensì arriverà a breve. Non si tratta per fortuna di un emergenza significativa come quella in questo periodo in atto in America a causa dell’influenza ‘Hong Kong’.

I più colpiti come sempre sono i bambini, soprattutto i più piccoli di età compresa tra 0 e 4 anni, a seguire gli adolescenti e infine gli anziani. Pur trattandosi di un’influenza di virus A e ben diversa da quella suina! In comune con essa però ha la facilità di contagio, è bene dunque prestare attenzione. Chi tra voi ha deciso di non vaccinarsi e di non vaccinare i propri bambini deve in particolare seguire alcune piccole accortezze, come lavare spesso le mani. Un consiglio banale quanto utile, dopo aver preso i mezzi pubblici, essere stati all’aperto, aver stretto mani altrui è senz’altro un ottimo metodo per evitare di entrare in contatto con il virus. Pulire la nostra casa e gli oggetti di uso più frequentearieggiare gli spazi in cui viviamo e lavoriamo altre piccole attenzioni facili da avere. Anche l’alimentazione naturalmente può incidere molto sulla facilità con cui veniamo aggrediti o meno dai virus: un’alimentazione sana a base di frutta e verdura (sempre ben lavata) e bere molta acqua aiuta a tenere l’organismo sveglio. Rimedi naturali molto apprezzati per combattere le infiammazioni, poi, sono l’assunzione di piccole quantità di propoli echinacee. Fare il pieno di vitamina C e poi – è piuttosto ovvio – evitate gli sbalzi di temperatura sono piccole precauzioni per tenere lontana l’influenza.

In particolare per i bambini, qualche sana abitudine

1. Evitate di farli stare in ambienti troppo caldi e con aria secca.
2. Non fateli sudare e non fate prendere loro freddo. Al mattino vestitili a strati, calcolando le diverse temperature a cui dovranno adattarsi.
3. Una spremuta di arance fresca al mattino.
Vi consigliamo di consultare la nostra sezione “inverno e difese immunitarie” sul nostro sito per trovare il prodotto più adatto ai malanni legati all’inverno e all’influenza.
www.erboristeriavarvara.it