La Quinoa: il cibo degli Dei

La quinoa è un alimento senza glutine con delle caratteristiche nutrizionali davvero interessanti. Infatti oltre ad essere gluten-free la quinoa è una preziosa fonte di proteine e di fibre e contiene anche sali minerali come calcio e ferro.

Inoltre la quinoa contiene tutti i 9 aminoacidi essenziali necessari al funzionamento del nostro organismo (istidina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina e triptofano), presentando nel complesso un buon equilibrio tra proteine e carboidrati.

La ricerca scientifica negli ultimi anni appare sempre più interessata ad approfondire i benefici per la salute della quinoa, un alimento che da secoli fa parte dell’alimentazione delle popolazioni sudamericane.

Scopriamo quali sono i benefici della quinoa che la scienza ha confermato.

1) La quinoa è ricca di antiossidanti

I ricercatori suggeriscono che aggiungere la quinoa o il grano saraceno ai prodotti senza glutine accresce significativamente il loro contenuto di polifenoli rispetto alla composizione dei prodotti gluten-free più comuni composti da riso, mais e fecola di patate. I prodotti a base di quinoa contengono più antiossidanti rispetto ai prodotti a base di frumento o ad alcuni prodotti senza glutine. 

2) La quinoa ha eccellenti proprietà nutritive

Lillian Abugoch James, esperta dell’Università del Cile, ha studiato la composizione chimica e nutrizionale della quinoa e ne ha evidenziato le importanti proprietà nutritive, dalla ricchezza di amminoacidi alla presenza di vitamina E. 

3) La quinoa è una fonte di calcio

Anne Lee, esperta del Columbia University Celiac Disease Center ha scoperto che il profilo nutrizionale delle diete senza glutine risultava migliore con l’aggiunta della quinoa nei pasti principali e negli snack. I maggiori vantaggi riguardavano l’aumento di sali minerali come il calcio, delle proteine e delle fibre. 

4) La quinoa è d’aiuto contro il diabete

Secondo gli esperti la quinoa è un alimento utile per la gestione degli stadi iniziali del diabete di tipo 2. Gli scienziati dell’Università di San Paolo, in Brasile, hanno scoperto che la quinoa è molto ricca di un antiossidante chiamato quercetina, che le dà il potenziale per diventare un alimento utile all’interno delle terapie alimentari per gestire il diabete di tipo 2 e l’ipertensione ad esso associata. 

5) La quinoa è utile per controllare l’appetito

La quinoa è molto saziante e può essere utile per controllare l’appetito. Una ricerca dell’Università degli Studi di Milano ha messo a confronto grano saraceno, avena e quinoa per valutare l’alimento più promettente dal punto di vista del controllo dell’appetito. La quinoa, come l’avena e il grano saraceno, ha rivelato un indice saziante maggiore rispetto al riso e al frumento. 

6) La quinoa è molto digeribile

I ricercatori italiani si sono occupati anche di valutare la digeribilità della quinoa e di altri alimenti senza glutine. Il loro scopo era quello di valutare l’effetto dei diversi alimenti sulla glicemia postprandiale e la risposta insulinica, oltre che di misurare il livello dei trigliceridi dopo i pasti. La quinoa si è distinta nello studio per la produzione di livelli di trigliceridi inferiori rispetto ad altri prodotti come pasta e pane senza glutine presi in considerazione. 

7) La quinoa è un’importante fonte di fibre

La quinoa è molto ricca di fibre. Uno studio ha preso in considerazione quattro varietà differenti di quinoa e ha rilevato una presenza di fibre compresa tra 10 e 16 grammi per 100 grammi di quinoa cruda. Nello specifico il contenuto di fibre solubili è di 1,5 grammi ogni 100 grammi di prodotto.

8) La quinoa contiene tutti gli amminoacidi essenziali

Le proteine sono composte da amminoacidi. Alcuni amminoacidi vengono chiamati essenziali perché il nostro corpo non li produce. Dobbiamo dunque introdurli con l’alimentazione. La quinoa è un alimento eccezionale dal punto di vista del profilo proteico dato che contiene tutti gli amminoacidi essenzialidi cui il nostro corpo ha bisogno. 100 grammi di quinoa cotta contengono circa 4,5 grammi di proteine.

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Fonte foto: FAO

9) La quinoa ha un indice glicemico basso

La quinoa ha un indice glicemico pari a 53secondo i dati pubblicati online dall’Università di Sydney. Si tratta di un indice glicemico che viene considerato basso. Può essere utile anche tenere conto che 150 grammi di quinoa cotta contengono 25 grammi di carboidrati e hanno un carico glicemico pari a 13.

10) La quinoa può migliorare il metabolismo

Secondo alcuni studi preliminari la quinoa potrebbe aiutare il nostro organismo a migliorare le funzioni metaboliche. Si tratta di un argomento ancora da approfondire per comprendere al meglio se la quinoa possa aiutare a ridurre i livelli di trigliceridi, di insulina e di zuccheri nel sangue e se sia in grado di alleviare gli effetti negativi del fruttosio in una dieta che ne preveda un elevato contenuto. 

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L’arma segreta contro l’invecchiamento

Rosse, piccole, dotate di un particolare sapore agro-dolce e, soprattutto benefiche per la salute. Sono le proprietà bacche di Goji, conosciute oggi a livello mondiale come vero e proprio elisir di lunga vita e fonte di giovinezza.

L’origine delle bacche è asiatica: ad esserne ricche sono le valli tibetane, ma si trovano anche in Mongolia e in Cina. Per tale motivo sono, da sempre, un ingrediente basilare della Medicina Tradizionale Cinese, che per prima ne ha riconosciuto le proprietà benefiche e le ha utilizzate sia per prevenire che per curare diversi problemi di salute, proprio grazie alle proprietà possedute da questi benefici frutti.

Scopriamo insieme la composizione chimica delle bacche e quali sono le proprietà degli elementi che la compongono, rendendolo un frutto prezioso per l’organismo umano.

Le proprietà delle bacche di goji sono molteplici. Altamente nutrienti, questi piccoli frutti contengono un quantitativo decisamente elevato di Vitamina C, sono ricche anche di Vitamina AVitamine del gruppo B e presentano discrete quantità anche di Vitamina E.

Le vitamine sono molecole organiche indispensabili per il nostro organismo, che devono essere integrate nell’alimentazione di ognuno di noi. Il nostro organismo non riesce a produrle. Per questa ragione nell’alimentazione di uomini e donne è importante provvedere ad una integrazione vitaminicaPer questa ragione è necessario introdurle ogni giorno. Quale miglior rimedio? L’assunzione giornaliera secondo dosi consigliate, rende il Goji uno dei più potenti integratori di vitamine.

La più importante proprietà delle bacche di goji è il suo enorme potere antiossidante. Questa proprietà e conseguenza dell’elevato contenuto di vitaminaC (Acido Ascorbico) che combatte la circolazione dei radicali liberi e previene le malattie cardiovascolari. Infatti le bacche sono anche un ottimo rimedio contro malattie respiratorie, raffreddori e sintomi influenzali, in quanto rinforzano il sistema immunitario.

La Vitamina B contenuta nel frutto di goji regola lo sviluppo dell’organismo partecipando alla funzione enzimatica e proteica. La loro funzione è fondamentale nel processo di metabolizzazione dei cibi. Le vitamine del gruppo B addette a questa funzione sono la B1 e la B2 ovvero la tiamina e la riboflavina. Da non sottovalutare l’importanza della vitamina B9, acido folico di cui se ne consiglia l’assunzione alle donne prima e durante la gravidanza.

La vitamina A viene prodotta nel fegato grazie al processo di trasformazione dei carotenoidi. Questa vitamina evidenzia la migliore proprietà delle bacche di goji. Alimento benefico in grado di contrastare la circolazione dei radicali liberi, proteggendo cellule di vista e capelli dall’ invecchiamento.

In più, presentano buone quantità di fibre e saliminerali importanti, come ferrocalciopotassiozinco e selenio. Pur contenendo pochissimi grassi, hanno un’equilibrata concentrazione di zuccheri, utili per assicurare i necessari livelli di energia all’organismo.

La funzione antiossidante delle bacche, e quindi la capacità di proteggere le cellule dall’invecchiamento e dalla formazione eccessiva di radicali liberi, è riconosciuta a livello scientifico dal Dipartimento per l’Agricoltura degli Stati Uniti che, utilizzando il test O.R.A.C. (“Oxygen Radical Absorbance Capacity”), ha stilato la classifica degli alimenti maggiormente capaci di contrastare lo stress ossidativodi cellule e tessuti. La tabella che deriva dallo studio vede le bacche di Goji al primo posto, seguite a lunghissima distanza da altri frutti, tra cui il melograno e i frutti di bosco.
Oltre a contrastare efficacemente lo stress ossidativo, questi piccoli ma potenti frutti possiedono altre proprietà importanti di cui può beneficiare l’intero organismo.

Le conseguenze negative dovute a ritmi di vita frenetici, alimentazione poco sana, esposizione all’inquinamento, possono essere ostacolate anche grazie all’aiuto di questi saporiti frutti. L’assunzione delle bacche aiuta l’organismo a rigenerarsi e a trovare nuova forza anche nei casi di particolare stanchezza o in periodi di debilitazione a causa, ad esempio, di stati influenzali o situazioni stressanti, aiutando il sistema immunitario a ricostituirsi.

Le bacche di goji depurano l’organismo, stimolano il metabolismo e combattono il colesterolo proteggendoci dall’insorgere di malattie cardiache

Le bacche di Goji sono inoltre utili alla protezione di fegato, intestino, reni e stomaco. Dotate di azione probiotica e capaci di aiutare il corretto funzionamento del metabolismo, favoriscono proprio la depurazione degli organi, agevolando l’eliminazione delle tossine e aiutando le funzionalità renali, gastrointestinali ed epatiche.

Molto importanti sono le proprietà antinfiammatorie riconosciute alle bacche e ciò le rende particolarmente utili per chi soffre di problemi legati ai muscoli e alle articolazioni. La funzione antinfiammatoria, unita al potere antiossidante della Vitamina C e dei polisaccaridi LBP (propri della varietà Lycium Barbarum), si rivela inoltre d’aiuto per la prevenzione dei tumori.
Nel proteggere la salute, le bacche esercitano proprietà benefiche anche sull’aspetto fisico: occhi, pelle e capelli sono rinforzati e si mantengono giovani più a lungo, sia direttamente, beneficiando dell’azione antiossidante dei frutti, e sia indirettamente, riflettendo all’esterno l’equilibrio di un organismo che gode di buona salute.

Dal mare bellezza e benessere

L’acqua di mare, ricca di micronutrienti e minerali, si può considerare la più completa acqua minerale, perchè in essa sono contenuti moltissimi degli elementi esistenti in natura. Insieme al clima marino può curare diversi disturbi, svolgere un’azione detergente, antibatterica e rivitalizzante.

Ecco come può agire l’acqua di mare per il nostro benessere:

Azione antinfiammatoria
Stimolazione delle risposte immunitarie
Azione antisettica
Azione antifibrotica
Effetti a livello endocrino

Anche le alghe svolgono una funzione importante: si nutrono assorbendo le sostanze minerali contenute nell’acqua (i sali e vari oligominerali, come il ferro) e riescono a catturare vitamine, enzimi, zuccheri e proteine. Per questo LACOTE (azienda che una trentina di anni fa scopre in Bretagna le alghe Guam) ha fatto di questo dono del mare il cardine della sua filosofia.

In particolare l’Estratto Bioactivity di Alga Guam che nato dal processo brevettato di bioliquefazione dell’Alga Marina GUAM, ha un valore di Orac 1565 (Oxygen Radical Absorbance Capacity, unità di misura della capacità antiossidante di sostanze biologiche), ovvero un potere antiossidante ed una capacità di combattere i radicali liberi 3 volte maggiore rispetto all’estratto tradizionale (ORAC 400).

Fra gli anni 2006 e 2013 sono state effettuate diverse indagini da parte della società GFK Eurisko sui prodotti anticellulite, su un campione totale di oltre 5.000 donne rappresentative dell’area geografica italiana.

Da queste indagini risulta che il prodotto più noto e con i risultati migliori contro la cellulite è “Fanghi d’alga Guam” e che le utilizzatrici, in una forbice compresa fra il 74 e il 79% , riscontrano con l’uso del prodotto risultati significativi. Alle domande del test sui risultati che le utilizzatrici hanno ottenuto, emergono: riduzione del giro coscia, riduzione delle adiposità e degli inestetismi della cellulite, benessere generale. Il 40% di loro vede i risultati già dopo le prime applicazioni.

Curcuma e invecchiamento cerebrale

La curcuma è una spezia ottenuta dalla polverizzazione del rizoma della pianta Curcuma longa. La curcuma è infatti un ingrediente tipico dei paesi orientali come l’India ed è anche un rimedio naturale utilizzato sin dalla notte dei tempi in medicina Ayurvedica.

Il suo nome comune nelle terre orientali è Turmeric e questa spezia è tradizionale e usatissima in molti piatti indiani ed etnici. La curcuma è venduta come polvere dalla colorazione gialla, molto caratteristica e dal sapore speziato e dolce.

Spesso troviamo la curcuma all’interno della miscela di spezie chiamata curry ed è infatti proprio questa spezia a conferire il colore ocra al curry.

Dagli ultimi studi scientifici è stato dichiarato che la curcuma contribuisce a proteggere il cervello dall’invecchiamento e inoltre combatte altre malattie tipiche dell’età senile come il Parkinson e l’Alzheimer.

La curcumina è il principio attivo che troviamo nella curcuma. La prima proprietà benefica della curcumina è legata alla sua azione antinfiammatoria. Questo effetto sulle infiammazioni nel nostro corpo è essenziale per ottenere un rallentamento dell’insorgenza di malattie degenerative ed abbassare i rischi di malessere in generale nel nostro organismo.

La curcumina riesce ad agire sul fattore NF-kB che è il principale attivatore dei meccanismi di infiammazione del nostro corpo. Un attacco batterico o virale oppure un trauma, un’attività fisica troppo stressante o un’alimentazione non corretta possono attivare e innescare la cascata infiammatoria che porta alla formazione dei radicali liberi e delle proteine infiammatorie.

La curcuma con il suo principio attivo curcumina è in grado di spegnere tale fattore e quindi agisce come antinfiammatorio in modo veramente efficace. Questo appunto diviene fondamentale per proteggere il nostro corpo dall’insorgenza di malattie soprattutto degenerative.

La curcuma come antiossidante

Oltre all’effetto antinfiammatorio, la curcumina ha anche un eccellente effetto antiossidante. Infatti la curcumina è capace di agire neutralizzando e contrastando i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare.

Questa azione è alla base dell’effetto protettivo della curcuma verso il cervello e non soltanto verso di esso ma anche verso tutti i tessuti del corpo. La curcumina riesce così a ridurre l’ossidazione del corpo e aiuta a mantenerci più giovani.

L’intensità e l’efficacia dell’azione antiossidante è pari a 300 volte quella data della vitamina E. La famiglia dei tocoferoli e quindi della vitamina E infatti agiscono rimuovendo e neutralizzando i radicali liberi intermedi ed inoltre fermano la propagazione della catena di formazione di questi radicali liberi responsabili dell’ossidazione del corpo.

Lo stress ossidativo è la causa di molte malattie soprattutto neurodegenerative e come abbiamo detto è il principale responsabile dell’invecchiamento cellulare.

La curcuma come aiuto per la memoria
La curcuma ha un azione diretta anche contro malattie come l’Alzheimer e la depressione. Infatti bisogna sapere che nel nostro cervello vi sono innumerevoli connessioni e nelle varie aree cerebrali si ha la necessità di una comunicazione e di uno sviluppo continuo. Per farlo abbiamo bisogno di un ormone specifico chiamato Brain-derived Neurotrophic Factor che serve appunto per la crescita del nostro cervello.

La curcumina presente nella curcuma ha un azione diretta che stimola la produzione di questo speciale ormone BDNF e quindi con livelli più alti di questo fattore possiamo intendere che le funzioni cerebrali del nostro cervello saranno mantenute in salute arrivando così a rallentare i vari processi di invecchiamento cerebrale.

La curcumina riesce quindi ad aiutare la memoria e mantiene attive le funzioni cerebrali.

 

La curcuma e l’Alzheimer

Come abbiamo visto la curcumina stimola nell’uomo le funzioni cerebrali e inoltre quelle della memoria. In particolare questo meccanismo di azione sembra sia legato alla sua capacità di fermare quelle proteine che degradano le connessioni nervose del cervello via via che trascorrono gli anni.

Queste proteine sono chiamate beta amiloidi e sono legate all’insorgenza soprattutto della malattia di Alzheimer e di altre malattie dell’età senile.

La demenza senile spesso prende come forma la malattia di Alzheimer che consiste nella perdita di memoria, incapacità a parlare o di capire, difficoltà a riconoscere oggetti e la loro funzione ed infine perdita di capacità nel compiere atti quotidiani come aprire la porta o vestirsi.

Questa malattia è originata proprio dalla disfunzionalità dei neuroni e delle sinapsi nella corteccia cerebrale. L’azione della curcumina può essere preventiva a questo specifico problema grazie alla capacità antiossidante, alla capacità antinfiammatoria e alla capacità di fermare la degenerazione delle connessioni nervose nel cervello.

 

Curcuma, un aiuto per il cervello

Infine proviamo a pensare che secondo le statistiche nei paesi quali l’India dove l’uso della curcuma è quotidiano viene riscontrata un incidenza molto più bassa di malattie come l’Alzheimer rispetto ad altri paesi che invece non la utilizzano.

Quindi sarà un’ottima abitudine inserire nella propria dieta questa spezia oppure assumerla come integratore naturale acquistabile in erboristeria o altro negozio specializzato in prodotti naturali.

La sua assunzione infatti aiuterà a prevenire molte malattie neurodegenerative e permetterà di mantenere il nostro cervello giovane il più a lungo possibile.

 

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Le lampade di sale himalayano e le loro incredibili proprietà!

Le lampade di sale rosa dell’Himalaya sono ionizzatori naturali. Oltre a possedere una naturale bellezza e a diffondere nell’ambiente una luce calda e riposante sono perfette per purificare l’aria nella camera dei bambini, aiutano la concentrazione e impediscono la diffusione dei batteri.

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Iniziamo col parlare del sale rosa dell’Himalaya che, brevemente, è diverso dal comune sale da cucina in quanto purissimo, non contaminato, privo di sostanze inquinanti, ricco di sali minerali perché non raffinato come il comune sale da cucina e non sottoposto a trattamenti sbiancanti. Presenta, in cucina, notevoli caratteristiche che lo rendono prezioso e meno carico di controindicazioni rispetto al sale raffinato. Infatti il suo uso limita i rischi di ipertensione e ritenzione idrica in quanto insaporisce di più ma con un contenuto ridotto di cloruro di sodio. Contiene inoltre, sali minerali e oligoelementi (al contrario del comune sale da cucina che viene raffinato), come il ferro, il rame, il manganese e lo iodio che gli conferiscono il particolare colore rosa, più diffuso, fino al delicato arancione.
Le indicazioni benefiche a favore del sale rosa dell’Himalaya, non trovano corrispondenza solo in cucina, ma anche con l’uso delle lampade di sale rosa e in quella che viene chiamata haloterapia, dove in apposite stanze interamente ricoperte di sale rosa dell’Himalaya (non tutte, informatevi) si respira aria ricca di micro particelle di sale purissimo.
Le lampade di sale rosa sono blocchi di sale costituiti da salgemma proveniente dalle miniere del massiccio montuoso Himalayano da cui vengono estratti i blocchi. La formazione di questo salgemma è avvenuto oltre 250 milioni di anni fa e la sua struttura lo rende una delle poche salgemme utilizzate a scopo alimentare.
Qual è l’importanza degli ioni negativi.
La sua eleganza naturale e per la luce che diffonde è perfetta per la cameretta dei bambini come luce notturna; accesa ovviamente , libera ioni negativi. Le ricerche effettuate in questo senso hanno evidenziato che un ambiente, per essere considerato salutare, deve contenere una certa quantità di ioni negativi. A causa dell’aria viziata presente nelle abitazioni per il fumo, i fornelli a gas, anidride carbonica, riscaldamento , condizionamento, elettricità statica (uso smodato di fibre sintetiche) ma anche per l’inquinamento elettromagnetico (cellulari e computer), gli ioni negativi diminuiscono e questo può produrre disturbi come stanchezza, cefalea e indebolimento psico-fisico.
Gli ioni negativi sono delle particelle con carica elettrica negativa che abbondano in montagna, vicino ad una cascata (per la forza di caduta dell’acqua), dopo i lampi … Avete mai fatto caso che l’aria di montagna, considerata pura, ci rigenera? In montagna l’aria è più ricca di ioni negativi che donano una sensazione di benessere e stimolano il sistema immunitario.

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Compresa l’importanza degli ioni negativi, è utile avere una buona aerazione ambientale, soprattutto nei periodi invernali, e per creare un ambiente più salubre si possono utilizzare le lampade di sale rosa: ionizzatori naturali.
La caratteristica principale delle lampade di sale rosa è quella di caricare l’ambiente di ioni negativi che, rendendo l’aria più pulita e salubre, svolge un’azione disinquinante a livello atmosferico ma anche elettromagnetico. Questo avviene grazie al calore, sviluppato da una piccola lampadina (in genere di 1,5 volt) posta al centro del blocco di sale, che insieme al sale della lampada e all’aria, produce una reazione chimica che provoca l’emissione di ioni negativi; la presenza di ioni perdura nell’ambiente anche dopo averla spenta.
Gli studi effettuati hanno dimostrato che la maggiore concentrazione di ioni negativi nell’aria aumenta la concentrazione, stimola il sistema immunitario, riduce l’incidenza delle sindromi influenzali e del raffreddore (impedisce il diffondersi dei batteri) e riduce le allergie a carico delle vie respiratorie, oltre al fatto che un eccesso di ioni positivi, o lo squilibrio ionico, sembrerebbe indurre una iperproduzione di serotonina e variazioni dei neurormoni.
Studiando lo sharav orientale, fenomeno atmosferico che si manifesta con forte vento, calo dell’umidità e rialzo della temperatura, alcuni studiosi hanno rilevato che lo squilibrio ionico dell’atmosfera, durante il fenomeno, faceva registrare un aumento della serotonina nelle urine di quella parte di popolazione che durante lo sharav soffriva di disturbi respiratori, emicrania e nervosismo. Un eccesso di serotonina provoca molti disturbi come irritabilità, insonnia e scarsa concentrazione.
La ricerca scientifica ha dimostrato che l’aria, carica di ioni positivi ha un effetto debilitante, mentre gli ioni negativi sono stimolanti ed energizzanti e impediscono la diffusione dei batteri nell’aria stessa. Infatti gli ultimi climatizzatori sono anche ionizzatori, non naturali però.
E’ stato calcolato che una lampada di sale di media dimensione emani circa 1200 ioni negativi per cm3 dopo 12 ore in cui rimane accesa e chiaramente lo stato permane per altrettanto tempo anche se spenta, più semplicemente è stato rilevato un aumento degli ioni negativi del 300%. Un’aria è considerata benefica quando sono presenti fra i 1000 e i 1500 ioni negativi per cm3.
Indicativamente una lampada di 5 Kg è adatta ad un ambiente di 18/20 m quadrati, inoltre è consigliabile lasciare le lampade di sale rose accese almeno per 5/6 ore. Le lampade possono essere inserite in ogni ambiente, in camera da letto come luce notturna ma anche in soggiorno, in bagno, nei luoghi di lavoro e vicino ai computer e ai televisori. La sua luce ambrata è rilassante e in cromoterapia le tonalità stimolanti dell’arancione inducono allegria, serenità e ottimismo spazzando via il pessimismo e l’apatia.

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Anche la Nazionale Italiana di Calcio sceglie le bacche di goji!

Lo schema non è libero neanche a tavola, con Antonio Conte. È da lì che si comincia a vincere la guerra, ricorda il cartello fatto appiccicare dal ct alle pareti del ristorante di Coverciano, base Italia: «Quando atleti motivati e di alto livello si confrontano nelle varie gare il margine tra Vittoria e Sconfitta è molto piccolo. Quindi quando tutto il resto è simile l’alimentazione può fare la differenza tra vittoria e sconfitta».  Del resto, il regime alimentare – regime nel senso di qui comando io – era già vigente a Vinovo, campo Juve e, in modi resi più garbati dal menù, anche al «One Apple», il locale aperto dal ct e dal fratello Daniele, nel centro di Torino.

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Come il talento, anche l’appetito dev’essere al servizio dell’organizzazione, parafrasando il ct. E allora ecco i promemoria, a partire dal mattino. Sempre appesi alle pareti, giusto per non dimenticarsi i precetti: «Iniziare la giornata con una ricca colazione, se la colazione è insufficente (senza i…, ndr) ci si avvicina all’esaurimento delle riserve di glicogeno epatico e muscolare». E pazienza se con le calorie si perde qualche vocale. Segue altra indicazione: «L’abbassamento della glicemia si ripercuote sull’attività fisica e cerebrale con una conseguente diminuzione della performance». Ergo: «Per evitare questo assicurarsi l’abbinamento di proteine+grassi+carboidrati (anche più scelte dallo stesso macronutriente)». Tanto per essere chiari, altri fogli indicano a caratteri cubitali i componenti indispensabili: dalle proteine ai grassi.

Gli azzurri si sono ritrovati regole alimentari ferree: pane vietato, giammai la pizza, pasta meglio se di kamut, frutta e verdura, passando alle bacche di goji, vere e proprie star della dieta prevista per i calciatori azzurri. Queste bacche miracolose, ricche di nutrienti antiossidanti contribuirebbero al miglioramento delle prestazioni sportive. Consentiti anche centrifugati, anche per recuperare dall’allenamento. Oltre a bresaola e carne magra. A volte, «l’uomo è ciò che mangia», per dirla con il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach. Per la pignoleria dalla tavola al campo, Conte passa come maniaco: «Ma la verità è che siamo un Paese superficiale e Conte è solo un cultore del perfezionismo», lo difese una volta Arrigo Sacchi.