video tutorial linea GOJI L’Erbolario

Dopo aver salutato l’estate, diamo il benvenuto all’autunno!
Le stagioni si susseguono e il tempo passa per tutti… ma per prevenire l’invecchiamento cutaneo abbiamo un prezioso alleato: il #Goji!
Guarda il tutorial di Isabelle per scoprire le #proprietà della bacca #antiossidante per eccellenza!

per scoprire di più sulla linea GOJI di L’Erbolario —>http://erboristeriavarvara.it/produttore-erbolar…/linea-goji

 

Linfa di Betulla: storia e proprietà dell’elisir di buona salute.

Quest’anno, la linfa di betulla è in ritardo. Questo inverosimile inverno, che si è prolungato oltre misura, dove al neve è succeduta alla pioggia, dove il sole non era velato ma decisamento coperto da nuvole minacciose che ha agito in modo violento su alcune regioni (il nord della Francia ha conosciuto appena 11 ore di sole dal 1 gennaio al 31 marzo) ha bloccato la risalita della linfa che normalmnte è programmata da Madre Natura per metà febbraio. Notare che a nessuno importa, della risalita dell linfa delle betulle, o quasi.

La maggior parte dei nostri contemporanei hanno totalmente dimenticato che, circa cinquanta anni fà, ma la maggior parte delle popolazioni europee, dalla Scozia, fino alla Russia, passando per la Norvegia, la Slovenia, l’Ungheria, aspettavano con intrepida attesa questa montata della linfa verso la fine dell’inverno. Più che una tradizione era, era una febbre che invadeva collettivamente tutta l’Europa. Armati di coltello (per intagliare i trochi), dei secchi, e dei tubi, centinaia di miliaia di persone andavano all’assalto delle foreste per raccogliere la preziosa linfa.

La linfa era in effetti simbolo di rinnovamento e percepita come mezzo per fortifocare il proprio organismo contro l’impatto degli anni:

I danni dell’inverno, ai quali non pensiamo.

In inverno, il freddo ci spinge e diminuire la nostra attività fisica e a mangiare cibi più ricchi che sono anche più carichi di inquinanti chimici in quanto queste restano stoccate nei grassi animali. L’alimentazione è più zuccherina, più povera di vitamine e antiossidanti.

Per giunta, la nostra pelle è rimasta priva dei raggi ultravioletti del sole che dovrebbero attraversare l’epidermide e il derma e produrre la vitamina D indispensabile per il morale, per la solidità delle ossa e il sistema immunitario, tra le altre cose.

Quindi nulla di più naturale che vedere finire l’inverno aumentare i dolori articolari,  i calcoli renali, migliorare la digestione, aumentare la pressione sanguigna, e perfino avere crisi di gotta. E’ dunque il momento di agire!

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Purificare l’organismo

Nella visione dei naturopati, il corpo è provvisto di emuntori che giocano un ruolo di filtro epuratore: fegato, intestino, reni, polmini, pelle. Ma in inverno, l’alimentazione snaturata, inadatta o eccessiva, la sedentarietà, l’assenza di sudorazione e attualmente, l’inquinamento e lo tress, provocano un sovraccarico di questi emuntori. Il processo di “pulizia” si esaurisce. Inizia poi un rallentamento del metabolismo per via dalla saturazione degli organi emuntori, con i primi sintomi di stanchezza che si sente verso la fine dell’inverno.

Secondo i naturopati, bisognerebbe a fine inverno ripulire l’organismo di tutte le tossine, eliminare i grassi che trattengono i pesticidi, i prodotti chimici, i fumi. Quindi pensano sia importante aiutare il fegato,e purificare l’intestino, la vescica, i reni. Consigliano di non indulgere e non aspettare che gli organi inizino a dare segni di cedimento con i primi raggi del sole, con eczema, psoriasi, allergie diverse e che vengono attribuite al sole, ma che secondo i naturopati è segno di intasamento-intossicazione del sistema interno.

La linfa di betulla, elisir prezioso.

E appunto, Madre Natura ha previsto di darci un elisir straordinario e prezioso per questa grande depurazione: la linfa di betulla.

Oggi, l’abitudine di bere la linfa di betulla all’inizio della primavera è quasi scomparsa e attualmente pochissimi la conoscono come prodotto da una albero. Quelli più noti sono lo sciroppo di acero canadese, molto dolce. Ma in realtà, i sovietici hanno mantenuto l’industria della linfa di betulla fino alla caduta del muro di Berlino. Ci sono foto incredibili che testimonianza degli anni ’80 della RDA, di come decine di persone sono intente a raccogliere nelle foreste la linfa di betulla. In Lettonia, è considerata a oggi un vero tesoro nazionale.

E non per nulla:

La linfa di betulla contiene elementi naturali molto interessanto di cui si ignora ancora tutte le maccaniche di azione: della vitamina C, dei flavonoidi antiossidanti come la quercitina, dei tannini, degli acidi clorogenici. E’ ricca in calcio, magnesio, silicio, sodio e potassio. Fresca, contiene  anche, immediatamente biodisponibile, degli oligo-elementi come il rame, il ferro, il manganese, lo zinco tanto raro nei nostri ailmenti. Contiene mucillagini, flavonoido, e 17 tipi di aminoacidi di cui l’acido glutaminico che vivifica e dinamizza. Contiene anche delle citosine de degli zuccheri sotto forma di fruttosio da o,5% a 0,2%

La linfa di betulla contiene anche due eterosidi, le betullosidi, e le monotropitoside che liberano per idrolisi e enzimatici del salicicato di metile, un analsegico, anti-infiammatorio e duiretico efficace.

Delle virtù sorprendenti

In praticamente tutte le popolazioni d’Europa centrale e del nord e fino alla seconda guerra mondiale, in tutte le classi della popolazuone, è stata data ai bambini per compensare l’assenza di latte materno. La si usava per rinforzare la crescita dei bambini e degli adolescenti, per ridare energia ai loro genitori debilitati dal duro inverno, e per dare agli anziani più forze e infine per attenuare e sopprimere i dolori articolari e reumatici.

In Russia, l’ultima bottiglie era riservata al Pope del villaggio, il prete ortodosso.

Una tradizione immemore

Un tempo la betulla veniva chiamata l‘albero della sagezza, ma anche “albero ai nefriti” per le sue virtù terapeutiche.

Il celebre viaggiatore arabo Ahmad ibn Fadlan annotava già nel 941 che la popolazione bulgara e turca che abitava lungo al Volga beveva la linfa di betulla. Il sagio tedesco Conrad de Megenberg (XXIV° secolo) cita che era usata come bevanda rinfrescante. Il geografo persiano Rashid-al-Din testimogna ugualmente che le tribù Uriakhai della Siberia intagliava le betulle e raccoglieva la linfa, che poi bevevano al posto dell’acqua.

Nel 1565, il medico sense Matteolo scriveva:

“se si incide il tronco di una betulla con un taglierino, ne esce una grande quantità di acqua, laquale ha una grande proprietà e virtù nel rompere la roccia tanto nei reni quanto nella vescica, se la si continua ad usare. Se la si usa per lavarsi la bocca, le ulcere in bocac guariscono”.

Tre secoli più tardi, Pierre-François Percy, il chirurgo militare delle armi di Napoleone, dichiara:

“In tutto il Nord dell’Europa, fino ai confini della Russia, l’acqua della betulla è la speranza, la felicità, e la panacea degli abitanti ricchi o poveri, grandi e piccoli, signori o servi… Les malattie della pelle, brufoli, couperose, eczemi, ecc. non gli resistono. E’ un rimedio prezioso nelle affezioni reumatiche, le persone affette di gotta, i problemi della vescica e tantissime altre malattie croniche”.

L’etnologo svedese Gösta Berg suggeriva anche lui che la linfa di betulla era probabilmente la medicina più comunemente usata e più efficace contro lo scorbuto, provocata dalla carenza di vitamina C.

In Francia, è nei monasteri che si è trasmessa la tradizione di consumare la linfa di betulla. I monaci della Trappe des Dombes (Ain) hanno fino a oggi conservato gelosamente questa tradizione. Ogni primavera, i giovani monaci raccolgono la linfa fresca perché gli anziani ritrovino le loro forze e soffrano di meno per i dolori reumatici. Ogni sera la linfa non bevuta è buttata in quanto non si conserva.

Delle molteplici virtù

Le ricerche moderne hanno rivelato che la presenza di betuline, una piccola molecola che migliora la resistenza all’insulina, riduce le placche dell’arteriosclerosi (che irrigidiscno le arterie e favoriscono gli infarti) e cura l’iperlipidemia (troppi grassi nel sangue).

Altre ricerche condotte nell’ex-Unione sovietica indicano che la linfa dl betulla può essere utilizzata nel quadro dei trattamenti contro l‘anemia, il cancro, la tubercolosi, i calcoli renali, la gotta, l’artrosi, i reumatismi, il raffreddore e le malattie della pelle.

Un medicinale sviluppato in URSS, il Biomos, è fatto partendo dalla linfa di betulla, e ha una capacità dimostrata di aiutare la cicatrizzazione delle ferite e delle bruciature e agisce come antidolorifico e anti-sclerosi.

Probabilmente per mancanza di finanziamenti, le richerche sulla linfa di betullasono apparse ma un certo numero di queste attestano il suo utilizzo in tempo ancestrali. Una recente ricerca in Russia ha così dimostrato un potere sorprendente per questo prodotto nel sostenere la funzione epatica per i malati colpiti di epatite C cronica. In 12 settimane l’attività del virus è ridotta del 43%.

Tra l’altro, le ricerche hanno dimostrato che l’acido clorigenico della linfa di betulla (che si trova anche nel caffè) diminuisce l’appetito, diminuisce l’assorbimento dei glucidi e favorisce l’uso dei grassi per fornire energia e permette di perdere peso fino a 4kg in 12 settimane.

In Europa occidentale, le società che commercializzano la linfa di betulla mettono in risalto le sue virtù di drenaggio e l’eliminazione delle tossine e degli acidi dell’organismo (acido urico), e che avrebbe un effetto con i dolori reumatici e articolari. Anche in questo caso la scienza sembra confermare l’uso tradizionale: l’acido clorogenico modula l’attività del sistema immunitario per ridurre l’infiammazione nell’artrite reumatoide e il salicilato di metile presente nella linfa esercita degli effetti paragonabili all’aspirina (acido acetilsalicilico) per il controllo del dolore.

La linfa di betulla è anche proposta per stimolare il metabolismo e disintossicare il corpo in dolcezza (eczema, pitiriasi, psoriasi, dermatite del cuoio capelluto…).

Le ricerche condotte dall’Università di Riga, in Lettonia, hanno ugualmente provato che la linfa della betulla dispone di forti proprietà antiossidanti e ritarda gli effetti dell’invecchiamento. Stimola allo stesso tempo la crescita delle cellule del derma e dell’epidermide e protegge le cellule della pelle contro lo stress ossidativo, compreso quello dei raggi ultravioletti, dell’inquinamento, e dagli effetti dell’infiammazione.

Infine, i flavonoidi che contiene come la quercitina sono oggi di un efficacia riconosciuta per rinforzare le vene, diminuire la pressione del sangue e combattere la ritensione idrica.

Una raccolta rispettosa della Natura.

La raccolta della linfa di betulla fresca non necessita di abbattimento, ne sacrificio di alberi. Dopo aver inciso un buco orizzontale nel tronco, si tratta di lasciar colare la linfa goccia a goccia in una bottiglia grazie ad un tubo, evitando che la polvere e altri sporcizie si insinuino nell’albero. Un albero fornirà facilmente da uno a due litri di linfa al giorno, e può arrivare anche fino a 10 litri in due giorni per un grande albero. Nessun rischio di spezzare un albero, vi darà solo ciò di cui non ha bisogno.

Di fatto, chi si azzarda a intagliare una betulla che abbia più di 20 anni nel momento della risalita della linfa si espone a un avera e propria innondazione, la linfa sale proprio come acqua di fontana.

Una volta la raccolta finita, occorre tappare i buchi con dei pezzi di legno per proteggere l’albero da eventuali infezioni.

Il prodotto in vendita sul nostro sito, contiene esclusivamente linfa di betulla raccolta con il metodo tradizionale, ovvero raccolta a mano per gravità, senza l’ausilio di pompe elettriche. Questo sistema di raccolta permette di raccogliere solo una quantità limitata di linfa da ogni albero ( 5 litri c.ca)lasciando disponibile per la pianta tutta la linfa necessaria per lo sviluppo fisiologico dei germogli primaverili. Il metodo di raccolta tradizionale è indicato sulla confezione dal logo del Picchio Rosso delle Betulle

CERTIFICAZIONE BIOLOGICA BIOAGRICERT

Consigli pratici per la cura

La qualità della linfa di betulla dipenderà chiaramente dal suolo. Le persone che raccolgono la linfa seriamente fanno dei prelievi preventivi per identificare gli alberi più adatti per una linfa di qualità. Facendo tagli uguale a una distanza di 1 metro, due alberi possono presentare caratteristiche diametralmente opposte.

La linfa deve essere raccolta vicino al suolo (+/- 0,50m), è detta minerale e sarà sempre più opaca e benefica che se vienisse raccolta a 2 m o da un ramo. il miglior momento per la raccolta è dopo la nuova luna di marzo.

Deve provenire da luoghi preservati dall’inquinamento ed è imperativo che la linfa sia fresca, quindi allo stato puro. Io mi fornisco da un produttore che si trova tra 900 e 1500 metri di altezza nelle Alpi svizzere. Trattandosi di una produzione artigianale e biologica, il mio produttore vende tutto in diretta ai suoi amici e conoscenti.

Buona salute

acquistate la linfa di betulla direttamente sul nostro sito www.erboristeriavarvara.it ad un prezzo scontatissimo.

FONTE: Jean-Marc Dupuis (traduzione dal francese di Zeinab Youssef)

Bacche di goji per combattere l’influenza

Uno studio ha mostrato che l’assunzione delle bacche di goji incrementa l’effetto del vaccino antinfluenzale migliorando la resistenza agli attacchi patogeni

Che le bacche di goji fossero un toccasana per il sistema immunitario è risaputo. Numerosi studi clinici e di laboratorio mostrano come in particolare i polisaccaridi unici presenti nelle bacche di goji siano in grado di rinforzare il sistema immunitario, in particolare l’attività dei macrofagi e il numero dei globuli bianchi.gojiberries[2]

Proprio per questo motivo le bacche di goji vengono sconsigliate in caso di trapianto d’organi in quanto stimolando la risposta immunitaria possono entrare in conflitto con l’azione dei farmaci immunosoppressivi che vanno assunti in seguito ad un trapianto.

Uno studio recentemente condotto alla Tufts University in Massachusetts ha messo in evidenza un’influenza positiva delle bacche di goji come coadiuvante del vaccino antinfluenzale.

Il suggerimento per una ricerca sugli effetti delle bacche di goji in concomitanza con il vaccino è giunta ai ricercatori del Jean Mayer USDA Human Nutrition Research Center on Aging (USDA HNRCA) dopo che il team del Dott. Simin Nikbin Meydani della Tufts ha osservato gli effetti in una ricerca condotta sul modello animale in cui i topi più anziani (e quindi più deboli) hanno mostrato un’accresciuta resistenza nei confronti del virus assumendo le bacche di goji in concomitanza con il vaccino antinfluenzale.laboratorio-ricerca

Il goji si è dimostrato particolarmente adatto a stimolare l’attività delle cellule dendritiche che dimostrano avere un ruolo di primordine nella difesa contro le infezioni di tipo virale.
Durante lo studio agli animali insieme al vaccino sono state integrate nella dieta bacche di goji, nello specifico un latte preparato con le bacche.

L’osservazione ha messo in evidenza una migliore risposta anticorpale al virus indicato da una minore perdita di peso nei topi più anziani. Un dato positivo che indica una diminuzione dell’incidenza del virus e dei rischi correlati per i soggetti anziani.
Se quest’anno non avete ancora fatto il vaccino e avete intenzione di farlo ricordatevi quindi di sgranocchiare qualche bacca di goji al contempo.

Trovate le bacche di goji in vendita sul nostro sito www.erboristeriavarvara.it

Fonte: La Stampa

LUMAFLUX e i benefici della bava di lumaca

Le virtù salutari delle chiocciole sono note e apprezzate da secoli. La secrezione che la chiocciola produce come lubrificante per i suoi spostamenti e che utilizza anche per fabbricarsi l’epifragma col quale si chiude nel guscio quando va in letargo, è ricca di elementi utili per il benessere della pelle, dei bronchi e dello stomaco e, grazie alla miscela naturale dei suoi componenti, è una sostanza assolutamente unica e non riproducibile in laboratorio con un prodotto di sintesi.

Sulla base delle conoscenze popolari, dagli anni 50 del secolo scorso, studi clinici sulle proprietà della bava di lumaca ne hanno messo in evidenza le virtù calmanti per la tosse e per la bronchite cronica. Da allora l’impiego di sciroppi a base di questa sostanza contro i disturbi e le irritazioni delle basse vie respiratorie non ha cessato di crescere, a conferma dell’efficacia del preparato e del successo riscontrato da chi  lo usa.

Lo sciroppo di lumaca può essere utilizzato in tutti i processi irritativi delle vie respiratorie bronchiali, nella pertosse, nella tosse associata a stati influenzali, para-influenzali ed a bronchiti acute e croniche, per arrestare lo stimolo della tosse e fluidificare il muco al fine di favorirne l’eliminazione.

Diverse aziende in Italia lo preparano (o lo importano) e lo distribuiscono. Quello che trovate da noi, di recente formulazione, è quello con la più alta percentuale di estratto di lumaca – ben il 28% -, arricchito con estratto di Malva dall’azione emolliente e lenitiva e succo di Lampone per un gusto gradevole, efficace e sicuro, data l’assenza di oli essenziali, anche per bambini fin dai primi mesi d’età (sentire sempre il pediatra!).

Ottimo anche per lenire i processi infiammatori dell’apparato gastrico.

Utile per favorire l’eliminazione delle secrezioni catarrali a carico delle mucose delle vie aeree, con azione emolliente e lenitiva. Utile per lenire i processi infiammatori a carico dell’apparato gastrico.

Sulla base dell’uso storico, ma anche sugli studi svolti negli ultimi anni è auspicabile l’utilizzo dell’estratto di bava di lumaca come coadiuvante, in associazione a a piante officinali per favorire un’azione emolliente e lenitiva a carico della cute e delle mucose. È un preparato assolutamente unico e non riproducibile in laboratorio con un prodotto di sintesi (grazie alla miscela naturale dei suoi componenti).

 A base di: Estratto di lumaca (28%) (sciroppo di Manioca, Miele di acacia,estratto di Helix aspersa), estratto di Malva, succo di lampone.

Consigli d’uso: Adulti: 1 cucchiaio (10 ml) tre volte al giorno.

Bambini: ½ cucchiaio (5 ml) tre volte al giorno.

ESTRATTO DI LUMACA : Azione emolliente e lenitiva a carico della cute e delle mucose delle vie respiratorie o gastriche. Favorisce la progressione e l’eliminazione delle secrezioni catarrali in eccesso. Idrata meglio le superfici con cui viene a contatto grazie ai bio-componenti presenti nell’estratt di malva

MALVA:(Malva sylvestris L.) Indispensabile per la funzionalità delle mucose dell’apparato respiratorio. Per il benessere della gola. Per la sua azione lenitiva. Attività emollienti ed antiinfiammatorie. Utile nei disturbi delle affezioni broncopolmonari. Utilizzata nel trattamento di bronchiti e tracheiti. Indicata anche per gengiviti, faringiti, esofagiti, gastriti, coliti. Ottima barriera protettiva che limita il contatto delle vie respiratorie con agenti esterni ad azione irritante.

 

L’analisi biochimica qualitativa e quantitativa ha evidenziato la presenza di:

No saccarosio.
No glicerina.
No edulcoranti.

Allantoina 0.3 – 0.5%

Collagene 0.1 – 0.3%

Acido glicolico 0.05 – 0.1%

Lattato 0.05 – 0.1%

Anti-proteasi 1.3 – 1.8%

Vitamine e Minerali in piccole quantità

Potete acquistarlo direttamente sul nostro sito Erboristeria Varvara

Le bacche di goji e le vitamine

Le vitamine sono attivatori enzimatici, sono dei micronutrienti fondamentali che si occupano dell’omeostasi, dell’equilibrio, del buon funzionamento e dell’accrescimento dell’organismo.
Controllano funzioni fondamentali come: la vista, lo sviluppo immunitario, la formazione di ossa e globuli rossi, la coagulazione del sangue.
Una loro carenza non è da sottovalutare: malformazioni nei neonati, disabilità, difficoltà di concentrazione ed apprendimento, cecità, ritardi mentali, indebolimento, ma anche stress, peggioramento delle performance sportive e di quelle lavorative e scolastiche, degenerazione precoce dei tessuti e loro deterioramento…
Questi sono certamente dei buoni motivi per garantire sin dalla più tenera età un giusto apporto vitaminico all’organismo.

Idrosolubili e liposolubili
Sono idrosolubili le vitamine B e C che non si accumulano nell’organismo e vanno assunte giorno per giorno con il cibo.
Sono invece liposolubili le vitamine A, D, E, K che vengono veicolate dai grassi e che si accumulano prevalentemente nel fegato.
Solo dopo lunghi periodi di digiuno da vitamine lipo si verificheranno dei problemi.

Dove prendo la mia “dose” quotidiana?
Le vitamine non sono sintetizzabili chimicamente, ma vengono assunte naturalmente con l’alimentazione.
E’ da notare come, anche nei paesi occidentali, dove certo il cibo non manca, si faccia sentire il problema della malnutrizione.
La causa è presto detta: alimentazione irregolare e disordinata, ritmi di vita stressanti e frenetici, scelte alimentari alquanto discutibili, tutto questo nuoce al nostro organismo e lo depriva del quantitativo necessario di vitamine che vanno perciò integrate.

La vitamina A (Retinolo e retinoidi)
Liposolubile, fondamentale per la crescita ossea, per la funzionalità visiva.
Anche i carotenoidi hanno la stessa attività biologica della vit A (detti Provitamine).
La vitamina A è presente in alimenti di origine animale e, nei vegetali (i carotenoidi danno una caratteristica e riconoscibile colorazione calda ai vegetali che va dal giallo al rosso).

La vitamina B 
Idrosolubili, meglio considerarle al plurale visto che parliamo di un gruppo vitaminico.
Sostengono il funzionamento del sistema nervoso, del fegato, del tono muscolare gastro-intestinale, garantiscono la buona salute di cute, capelli, bocca ed occhi, convertono i carboidrati in glucosio, si occupano del metabolismo di grassi e proteine.
B1 (Tiamina), B2 (Riboflavina o vitamina G), B3 (Niacina o vitamina PP), B5 (acido pantotenico o vitamina w), B6 (Piridossina o vit Y), B8 (Biotina o vit H o I), B9 (acido folico, vit M) e B12 (Cobalamina).
Pappa reale, germe di grano, polline, fegato… molti gli alimenti in cui ritrovare questo gruppo.

…e la vitamina C (acido ascorbico)
Fondamentale; entra in gioco nei processi antiossidanti, anti-infiammatori, anti-allergici, anti-irritanti, immunostimolanti, incoraggia la produzione di collagene (il cemento della nostra cute), migliora tono ed elasticità della pelle, combatte le rughe, lotta contro le patologie stagionali…
La ritroviamo, come sappiamo ormai tutti, negli agrumi, nelle fragole, nei cavolfiori, nelle patate per citarne alcuni.
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Il Goji e le vitamine
Le bacche di Goji contengono 148 mg di vitamina C in 100 gr di prodotto, dosi 500 volte superiori a quelle dell’arancia.
Diamo un’occhiata ai quantitativi vitaminici presenti nel Goji ed alle dosi consigliate dai medici e dai nutrizionisti per garantirci una buona forma fisica e mentale.
Vit B1 presente nel Goji 0,15-27 mg, dose giornaliera consigliata 1-1,2 mg
Vit B2 presente nel Goji 1,3 mg, dose giornaliera consigliata 1,2-1,4 mg
Vit B3 presente nel Goji 4,5-88 mg, dose giornaliera consigliata 13-16 mg
Vit B5 presente nel Goji 1-1,2 mg, dose giornaliera consigliata 6 mg
Vit C presente nel Goji 29-148 mg, dose giornaliera consigliata 75-100 mg
Provit A presente nel Goji 7,4-12,6 mg, dose giornaliera consigliata 2-2,4 mg
La loro presenza nel Goji è superiore a quella nei cereali integrali e nella frutta secca.

L’alimentazione quotidiana, purtroppo, oggi non ha la capacità di garantirci la scorta di nutrimenti necessari per il nostro benessere psicofisico nel rispetto della nostra età fisiologica; la fretta, il nostro “vado sempre di corsa”, uno stile di vita scombinato, lo stress non ci aiutano sempre ad apportare al nostro organismo ciò di cui ha bisogno ed il rischio di rimanere in riserva di vitamine (soprattutto in tarda età in quanto la capacità dell’organismo di utilizzare le vitamine va scemando) non è poi così lontano.

Una manciata di deliziose bacche oppure un sorso di succo possono essere, perciò, un’ottima e gradevole integrazione vitaminica.
Insomma, niente di più facile per aiutarci a stare bene!

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La Propoli: un incredibile dono della natura.

La propoli è un rimedio fitoterapico molto utilizzato, che può derivare sia dalle piante che dagli animali: anche questi ultimi, infatti, si servono di sostanze antibiotiche per proteggersi da batteri, virus, funghi e parassiti.

La propoli viene prodotta alla fine della stagione di raccolta dei pollini, tra agosto ed ottobre, quando le api si preparano a fronteggiare l’inverno: ad alcune api bottinatrici viene affidato il compito di raccogliere la resina dai germogli di foglie e dalle cortecce di alcune specie di alberi; questa viene quindi trasformata in propoli ed impiegata come materiale da costruzione e da difesa, per sigillare, proteggere e rinforzare gli alveari.
La propoli viene utilizzata dalle api per “verniciare” le pareti interne dell’alveare, in particolare la camera della regina, che viene così disinfettata a dovere prima che inizi la deposizione delle uova.
Le resine raccolte vengono trasformate in propoli grazie alle secrezioni digestive delle api, che contengono enzimi in grado di estrarre dalla resina sostanze dalle importante proprietà medicinali.
La propoli contiene diversi principi attivi:

  • Flavonoidi: galangina, apigenina, kaempferolo, pinocembrina;
  • Aldeidi aromatiche: vanillina ed isovanillina;
  • Polifenoli e composti aromatici;
  • Fenolacidi e loro esteri;
  • Derivati dell’acido benzoico: acido gentisico, acido salicilico ed acido gallico;
  • Derivati dell’acido cinnamico: acido caffeico ed acido ferulico;
  • Alcoli
  • Composti fenolici: pterostilbenzene e xantorreolo;
  • Terpeni: eudesmolo, olio essenziale (0,5-1,2%).

Oltre a questi principi attivi, la propoli è ricca di cere, resine, balsami, pollini, grassi e steroli, aminoacidi (16%), polisaccaridi, oligoelementi (calcio, ferro, rame, cobalto, nichel, zinco, silicio, vanadio e titanio), vitamine del gruppo B e provitamina A.
Test clinici effettuati su 16.000 pazienti hanno messo in evidenza le importantissime attività che la propoli è in grado di esercitare sull’organismo: in particolare, si è messo in evidenza il suo elevato potere antibatterico, antivirale ed antimicotico.
Numerose sperimentazioni, sia in vivo che in vitro, hanno dimostrato la capacità della propoli, in soluzione idroalcolica al 10-20%, di inibire lo sviluppo di vari ceppi batterici, quali Escherichia coli, Proteus vulgaris, Mycobacterium tuberculosis, Bacillus alvei, Bacillus subtilis, numerose salmonelle, stafilococchi, streptococchi, Corynebacterium diphtheriae.
I costituenti della propoli maggiormente implicati nell’attività antimicrobica sono, oltre l’olio essenziale, i flavonoidi (tra l’altro questa categoria di composti ha un ruolo chiave nel rinforzare il sistema immunitario), in particolare galangina, pinocembrina e crisina, e gli acidi clorogenico, caffeico e benzoico.

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Proprietà ed attività terapeutiche della Propoli

L’attività antimicrobica è correlata alla concentrazione dei principi attivi, che purtroppo è estremamente variabile; è questa la ragione per cui diventa importante poter standardizzare i prodotti da somministrare presenti in commercio.
Sono molto interessanti gli effetti sinergici che la propoli mostra in relazione a diversi antibiotici di sintesi (come le tetracicline, la neomicina, la polimixina, la penicillina, la streptomicina e la viomicina) su colture di Streptococcus aureus e di Escherichia coli. Quest’attività è legata sia ad un’azione diretta sui germi, sia allo stimolo che essa esercita sui processi di immunità umorale e cellulo-mediata.
L’attività antimicotica della propoli è da attribuirsi alla presenza di pinocembrina e di pinobankina, in azione combinata e sinergica con acido caffeico e p-cumarato di benzile; le sperimentazioni hanno dimostrato ed evidenziato nella propoli proprietà fungicide su infezioni da Candida (albicans, tropicalis, …), su saccaromiceti, tricofiti e microspori, che causano micosi sulla pelle di uomini ed animali.
Azioni fungicide sono state provate con risultati soddisfacenti anche su funghi che vanno ad agire sui vegetali.
Le proprietà antivirali della propoli sono da ricercarsi principalmente nei componenti idrosolubili. La propoli dimostra una buona attività antivirale di inibizione sui generi Herpes simplex e Corona virus, ma anche sui ceppi virali dell’influenza A e B, parainfluenza 1-2-3, adenovirus e virus respiratori.

7 ottime ragioni per scegliere ed utilizzare Propoli EVSP® di Erba Vita.

1. Tecnica di estrazione esclusiva, che porta ad ottenere un fitocomplesso integrale.
2. Estratto standardizzato, che garantisce una costanza di composizione biochimica e di sicurezza.
3. Titolazione al 50% in polifenoli totali solubili: Propoli EVSP® concentra e massimizza la resa in polifenoli.
4. Completa solubilità in ambiente acquoso e, di conseguenza, nei fluidi biologici.
5. Elevata attività antiossidante (dimostrata in vitro).
6. Maggiore protezione delle membrane cellulari (dimostrata in vitro).
7. Propoli Europea.

 

Attività antibatterica in vitro di Propoli EVSP® confrontata con altre propoli comuni su specifiche specie batteriche.

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Dal grafico risulta che Propoli EVSP®:

1. è efficace in vitro nei confronti di diversi tipi di stafilococchi e di streptococchi (particolari tipi di Batteri);

2. è sufficiente, in piccola quantità, per ottenere in vitro un’azione battericida su alcuni ceppi (nel grafico la concentrazione, infatti, è molto vicina al punto zero);

3. possiede la capacità di contrastare in vitro la resistenza batterica agli antibiotici (sempre in prove effettuate in laboratorio e non su persone);

4. riduce, in vitro, la crescita di ceppi di stafilococco resistenti all’antibiotico meticillina (Staph. Aureus meticillina resistente) e resistenti alla oxacillina (Staph. Aureus oxacillina resistente).

 

Attività antibatterica in vitro di diversi campioni di propoli su Helicobacter pylori (un batterio Gram negativo flagellato acidofilo, il cui ambiente ideale è il muco gastrico).

attivita_antibatterica2

 

Dal grafico risulta che Propoli EVSP® ha riportato in vitro i migliori risultati: è l’estratto che ha dimostrato maggior efficacia nel contrastare tutti i ceppi di Helicobacter pylori (sempre in prove effettuate in laboratorio e non su persone) a concentrazioni inferiori a 1000 mg/L, per la precisione 625 mg/L.

 

Confronto tra Propoli EVSP® ed altri due campioni di diverse propoli sul quantitativo di polifenoli totali presenti, calcolati ed espressi come acido gallico.

polifenoli

Le sperimentazioni di Erba Vita confermano che le attività della propoli in vitro non dipendono dal contenuto di un singolo principio attivo o dai soli flavonoidi, ma dalla eterogeneità e dalla ricchezza dei polifenoli totali presenti, ad esempio: acidi fenolici, bioflavonoidi, agliconi e glucosidi.

La linea propoli EVSP Erba Vita è presente, scontata del 20% sul nostro sito internet www.erboristeriavarvara.it.