Linfa di Betulla: storia e proprietà dell’elisir di buona salute.

Quest’anno, la linfa di betulla è in ritardo. Questo inverosimile inverno, che si è prolungato oltre misura, dove al neve è succeduta alla pioggia, dove il sole non era velato ma decisamento coperto da nuvole minacciose che ha agito in modo violento su alcune regioni (il nord della Francia ha conosciuto appena 11 ore di sole dal 1 gennaio al 31 marzo) ha bloccato la risalita della linfa che normalmnte è programmata da Madre Natura per metà febbraio. Notare che a nessuno importa, della risalita dell linfa delle betulle, o quasi.

La maggior parte dei nostri contemporanei hanno totalmente dimenticato che, circa cinquanta anni fà, ma la maggior parte delle popolazioni europee, dalla Scozia, fino alla Russia, passando per la Norvegia, la Slovenia, l’Ungheria, aspettavano con intrepida attesa questa montata della linfa verso la fine dell’inverno. Più che una tradizione era, era una febbre che invadeva collettivamente tutta l’Europa. Armati di coltello (per intagliare i trochi), dei secchi, e dei tubi, centinaia di miliaia di persone andavano all’assalto delle foreste per raccogliere la preziosa linfa.

La linfa era in effetti simbolo di rinnovamento e percepita come mezzo per fortifocare il proprio organismo contro l’impatto degli anni:

I danni dell’inverno, ai quali non pensiamo.

In inverno, il freddo ci spinge e diminuire la nostra attività fisica e a mangiare cibi più ricchi che sono anche più carichi di inquinanti chimici in quanto queste restano stoccate nei grassi animali. L’alimentazione è più zuccherina, più povera di vitamine e antiossidanti.

Per giunta, la nostra pelle è rimasta priva dei raggi ultravioletti del sole che dovrebbero attraversare l’epidermide e il derma e produrre la vitamina D indispensabile per il morale, per la solidità delle ossa e il sistema immunitario, tra le altre cose.

Quindi nulla di più naturale che vedere finire l’inverno aumentare i dolori articolari,  i calcoli renali, migliorare la digestione, aumentare la pressione sanguigna, e perfino avere crisi di gotta. E’ dunque il momento di agire!

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Purificare l’organismo

Nella visione dei naturopati, il corpo è provvisto di emuntori che giocano un ruolo di filtro epuratore: fegato, intestino, reni, polmini, pelle. Ma in inverno, l’alimentazione snaturata, inadatta o eccessiva, la sedentarietà, l’assenza di sudorazione e attualmente, l’inquinamento e lo tress, provocano un sovraccarico di questi emuntori. Il processo di “pulizia” si esaurisce. Inizia poi un rallentamento del metabolismo per via dalla saturazione degli organi emuntori, con i primi sintomi di stanchezza che si sente verso la fine dell’inverno.

Secondo i naturopati, bisognerebbe a fine inverno ripulire l’organismo di tutte le tossine, eliminare i grassi che trattengono i pesticidi, i prodotti chimici, i fumi. Quindi pensano sia importante aiutare il fegato,e purificare l’intestino, la vescica, i reni. Consigliano di non indulgere e non aspettare che gli organi inizino a dare segni di cedimento con i primi raggi del sole, con eczema, psoriasi, allergie diverse e che vengono attribuite al sole, ma che secondo i naturopati è segno di intasamento-intossicazione del sistema interno.

La linfa di betulla, elisir prezioso.

E appunto, Madre Natura ha previsto di darci un elisir straordinario e prezioso per questa grande depurazione: la linfa di betulla.

Oggi, l’abitudine di bere la linfa di betulla all’inizio della primavera è quasi scomparsa e attualmente pochissimi la conoscono come prodotto da una albero. Quelli più noti sono lo sciroppo di acero canadese, molto dolce. Ma in realtà, i sovietici hanno mantenuto l’industria della linfa di betulla fino alla caduta del muro di Berlino. Ci sono foto incredibili che testimonianza degli anni ’80 della RDA, di come decine di persone sono intente a raccogliere nelle foreste la linfa di betulla. In Lettonia, è considerata a oggi un vero tesoro nazionale.

E non per nulla:

La linfa di betulla contiene elementi naturali molto interessanto di cui si ignora ancora tutte le maccaniche di azione: della vitamina C, dei flavonoidi antiossidanti come la quercitina, dei tannini, degli acidi clorogenici. E’ ricca in calcio, magnesio, silicio, sodio e potassio. Fresca, contiene  anche, immediatamente biodisponibile, degli oligo-elementi come il rame, il ferro, il manganese, lo zinco tanto raro nei nostri ailmenti. Contiene mucillagini, flavonoido, e 17 tipi di aminoacidi di cui l’acido glutaminico che vivifica e dinamizza. Contiene anche delle citosine de degli zuccheri sotto forma di fruttosio da o,5% a 0,2%

La linfa di betulla contiene anche due eterosidi, le betullosidi, e le monotropitoside che liberano per idrolisi e enzimatici del salicicato di metile, un analsegico, anti-infiammatorio e duiretico efficace.

Delle virtù sorprendenti

In praticamente tutte le popolazioni d’Europa centrale e del nord e fino alla seconda guerra mondiale, in tutte le classi della popolazuone, è stata data ai bambini per compensare l’assenza di latte materno. La si usava per rinforzare la crescita dei bambini e degli adolescenti, per ridare energia ai loro genitori debilitati dal duro inverno, e per dare agli anziani più forze e infine per attenuare e sopprimere i dolori articolari e reumatici.

In Russia, l’ultima bottiglie era riservata al Pope del villaggio, il prete ortodosso.

Una tradizione immemore

Un tempo la betulla veniva chiamata l‘albero della sagezza, ma anche “albero ai nefriti” per le sue virtù terapeutiche.

Il celebre viaggiatore arabo Ahmad ibn Fadlan annotava già nel 941 che la popolazione bulgara e turca che abitava lungo al Volga beveva la linfa di betulla. Il sagio tedesco Conrad de Megenberg (XXIV° secolo) cita che era usata come bevanda rinfrescante. Il geografo persiano Rashid-al-Din testimogna ugualmente che le tribù Uriakhai della Siberia intagliava le betulle e raccoglieva la linfa, che poi bevevano al posto dell’acqua.

Nel 1565, il medico sense Matteolo scriveva:

“se si incide il tronco di una betulla con un taglierino, ne esce una grande quantità di acqua, laquale ha una grande proprietà e virtù nel rompere la roccia tanto nei reni quanto nella vescica, se la si continua ad usare. Se la si usa per lavarsi la bocca, le ulcere in bocac guariscono”.

Tre secoli più tardi, Pierre-François Percy, il chirurgo militare delle armi di Napoleone, dichiara:

“In tutto il Nord dell’Europa, fino ai confini della Russia, l’acqua della betulla è la speranza, la felicità, e la panacea degli abitanti ricchi o poveri, grandi e piccoli, signori o servi… Les malattie della pelle, brufoli, couperose, eczemi, ecc. non gli resistono. E’ un rimedio prezioso nelle affezioni reumatiche, le persone affette di gotta, i problemi della vescica e tantissime altre malattie croniche”.

L’etnologo svedese Gösta Berg suggeriva anche lui che la linfa di betulla era probabilmente la medicina più comunemente usata e più efficace contro lo scorbuto, provocata dalla carenza di vitamina C.

In Francia, è nei monasteri che si è trasmessa la tradizione di consumare la linfa di betulla. I monaci della Trappe des Dombes (Ain) hanno fino a oggi conservato gelosamente questa tradizione. Ogni primavera, i giovani monaci raccolgono la linfa fresca perché gli anziani ritrovino le loro forze e soffrano di meno per i dolori reumatici. Ogni sera la linfa non bevuta è buttata in quanto non si conserva.

Delle molteplici virtù

Le ricerche moderne hanno rivelato che la presenza di betuline, una piccola molecola che migliora la resistenza all’insulina, riduce le placche dell’arteriosclerosi (che irrigidiscno le arterie e favoriscono gli infarti) e cura l’iperlipidemia (troppi grassi nel sangue).

Altre ricerche condotte nell’ex-Unione sovietica indicano che la linfa dl betulla può essere utilizzata nel quadro dei trattamenti contro l‘anemia, il cancro, la tubercolosi, i calcoli renali, la gotta, l’artrosi, i reumatismi, il raffreddore e le malattie della pelle.

Un medicinale sviluppato in URSS, il Biomos, è fatto partendo dalla linfa di betulla, e ha una capacità dimostrata di aiutare la cicatrizzazione delle ferite e delle bruciature e agisce come antidolorifico e anti-sclerosi.

Probabilmente per mancanza di finanziamenti, le richerche sulla linfa di betullasono apparse ma un certo numero di queste attestano il suo utilizzo in tempo ancestrali. Una recente ricerca in Russia ha così dimostrato un potere sorprendente per questo prodotto nel sostenere la funzione epatica per i malati colpiti di epatite C cronica. In 12 settimane l’attività del virus è ridotta del 43%.

Tra l’altro, le ricerche hanno dimostrato che l’acido clorigenico della linfa di betulla (che si trova anche nel caffè) diminuisce l’appetito, diminuisce l’assorbimento dei glucidi e favorisce l’uso dei grassi per fornire energia e permette di perdere peso fino a 4kg in 12 settimane.

In Europa occidentale, le società che commercializzano la linfa di betulla mettono in risalto le sue virtù di drenaggio e l’eliminazione delle tossine e degli acidi dell’organismo (acido urico), e che avrebbe un effetto con i dolori reumatici e articolari. Anche in questo caso la scienza sembra confermare l’uso tradizionale: l’acido clorogenico modula l’attività del sistema immunitario per ridurre l’infiammazione nell’artrite reumatoide e il salicilato di metile presente nella linfa esercita degli effetti paragonabili all’aspirina (acido acetilsalicilico) per il controllo del dolore.

La linfa di betulla è anche proposta per stimolare il metabolismo e disintossicare il corpo in dolcezza (eczema, pitiriasi, psoriasi, dermatite del cuoio capelluto…).

Le ricerche condotte dall’Università di Riga, in Lettonia, hanno ugualmente provato che la linfa della betulla dispone di forti proprietà antiossidanti e ritarda gli effetti dell’invecchiamento. Stimola allo stesso tempo la crescita delle cellule del derma e dell’epidermide e protegge le cellule della pelle contro lo stress ossidativo, compreso quello dei raggi ultravioletti, dell’inquinamento, e dagli effetti dell’infiammazione.

Infine, i flavonoidi che contiene come la quercitina sono oggi di un efficacia riconosciuta per rinforzare le vene, diminuire la pressione del sangue e combattere la ritensione idrica.

Una raccolta rispettosa della Natura.

La raccolta della linfa di betulla fresca non necessita di abbattimento, ne sacrificio di alberi. Dopo aver inciso un buco orizzontale nel tronco, si tratta di lasciar colare la linfa goccia a goccia in una bottiglia grazie ad un tubo, evitando che la polvere e altri sporcizie si insinuino nell’albero. Un albero fornirà facilmente da uno a due litri di linfa al giorno, e può arrivare anche fino a 10 litri in due giorni per un grande albero. Nessun rischio di spezzare un albero, vi darà solo ciò di cui non ha bisogno.

Di fatto, chi si azzarda a intagliare una betulla che abbia più di 20 anni nel momento della risalita della linfa si espone a un avera e propria innondazione, la linfa sale proprio come acqua di fontana.

Una volta la raccolta finita, occorre tappare i buchi con dei pezzi di legno per proteggere l’albero da eventuali infezioni.

Il prodotto in vendita sul nostro sito, contiene esclusivamente linfa di betulla raccolta con il metodo tradizionale, ovvero raccolta a mano per gravità, senza l’ausilio di pompe elettriche. Questo sistema di raccolta permette di raccogliere solo una quantità limitata di linfa da ogni albero ( 5 litri c.ca)lasciando disponibile per la pianta tutta la linfa necessaria per lo sviluppo fisiologico dei germogli primaverili. Il metodo di raccolta tradizionale è indicato sulla confezione dal logo del Picchio Rosso delle Betulle

CERTIFICAZIONE BIOLOGICA BIOAGRICERT

Consigli pratici per la cura

La qualità della linfa di betulla dipenderà chiaramente dal suolo. Le persone che raccolgono la linfa seriamente fanno dei prelievi preventivi per identificare gli alberi più adatti per una linfa di qualità. Facendo tagli uguale a una distanza di 1 metro, due alberi possono presentare caratteristiche diametralmente opposte.

La linfa deve essere raccolta vicino al suolo (+/- 0,50m), è detta minerale e sarà sempre più opaca e benefica che se vienisse raccolta a 2 m o da un ramo. il miglior momento per la raccolta è dopo la nuova luna di marzo.

Deve provenire da luoghi preservati dall’inquinamento ed è imperativo che la linfa sia fresca, quindi allo stato puro. Io mi fornisco da un produttore che si trova tra 900 e 1500 metri di altezza nelle Alpi svizzere. Trattandosi di una produzione artigianale e biologica, il mio produttore vende tutto in diretta ai suoi amici e conoscenti.

Buona salute

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FONTE: Jean-Marc Dupuis (traduzione dal francese di Zeinab Youssef)